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Meditazione della settimana 28 agosto – 2 settembre

« Figlio, compi le tue opere con mitezza,
e sarai amato più di un uomo generoso.
Quanto più sei grande, tanto più fatti umile,
e troverai grazia davanti al Signore.» (Sir. 3,17-20.28-29)

Queste parole del Siracide sembrano oggi un po’ “fuori moda”,
non piace molto e soprattutto non attira nessuno parlare di mitezza, umiltà, generosità….
eppure sono chiavi vincenti, quelle che faranno trovare grazia davanti al Signore.
E’ bello scoprire come attraverso la mitezza, attraverso atteggiamenti di umiltà e verità ci sentiamo crescere e dilatare interiormente.
E’ bello sapersi aprire a verità ulteriori, senza presumere di saper già tutto;
è vero segno di grandezza d’animo saper accettare con mitezza una critica, un’osservazione, un consiglio traendo da tutto uno spunto per crescere e
per arricchirsi interiormente.
Solo chi non ha paura della verità è davvero grande,
può dare con generosità senza paura di perderci, anzi sapendo che ogni dono lo rende più ricco, amato e gradito a Dio.

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Ermes Ronchi Commento al Vangelo del 28 agosto 2016

Il Vangelo a cura di Ermes Ronchi

Il posto di Dio è sempre fra gli ultimi della fila
 
XXII Domenica Tempo ordinario – Anno C

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Avvenne che un sabato Gesù si recò a casa di uno dei capi dei farisei per pranzare ed essi stavano a osservarlo. Diceva agli invitati una parabola, notando come sceglievano i primi posti: «Quando sei invitato a nozze da qualcuno, non metterti al primo posto, perché non ci sia un altro invitato più degno di te, e colui che ha invitato te e lui venga a dirti: “Cèdigli il posto!”. Allora dovrai con vergogna occupare l’ultimo posto. Invece, quando sei invitato, va’ a metterti all’ultimo posto, perché quando viene colui che ti ha invitato ti dica: “Amico, vieni più avanti!”. Allora ne avrai onore davanti a tutti i commensali. Perché chiunque si esalta sarà umiliato, e chi si umilia sarà esaltato». (…)

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Meditazione della settimana 21 – 27 agosto

«Un tale gli chiese: «Signore, sono pochi quelli che si salvano?».
Disse loro: «Sforzatevi di entrare per la porta stretta, perché molti, io vi dico, cercheranno di entrare, ma non ci riusciranno.» (Lc 13, 22-30)

Sono pochi quelli che si salvano?
A prima vista può sembrare semplicemente una domanda curiosa, ma in fondo nasconde dietro il desiderio che questa salvezza annunciata e portata da Gesù, possa davvero raggiungere tutti, possa arrivare ad ogni uomo, senza lasciar fuori nessuno.
La porta è stretta e questo implica che si debba fare un certo sforzo, che ci venga richiesto un certo impegno, perché entrare non è scontato!!!
Noi che ascoltiamo questo invito, che ci sentiamo in prima persona interpellati da queste parole di Gesù,
dobbiamo far crescere in noi il desiderio che in ogni uomo nasca la voglia di entrare per questa porta stretta,
che ogni uomo si apra a ricevere il dono della salvezza che Gesù è venuto a portare.
Dobbiamo pregare affinché tanti che ora sono lontani e “ultimi” possano avvicinarsi, conquistare progressive posizioni e diventare primi,
riconosciuti e accolti nel dolce abbraccio di Dio che da sempre li attende.

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Ermes Ronchi Commento al Vangelo del 21 agosto 2016

Il Vangelo a cura di Ermes Ronchi

La porta stretta non è per i più bravi ma per chi si fa ultimo
 
XXI Domenica Tempo ordinario – Anno C

CMSYiykXAAAli8e

In quel tempo, Gesù passava insegnando per città e villaggi, mentre era in cammino verso Gerusalemme. Un tale gli chiese: «Signore, sono pochi quelli che si salvano?». Disse loro: «Sforzatevi di entrare per la porta stretta, perché molti, io vi dico, cercheranno di entrare, ma non ci riusciranno. Quando il padrone di casa si alzerà e chiuderà la porta, voi, rimasti fuori, comincerete a bussare alla porta, dicendo: “Signore, aprici!”. Ma egli vi risponderà: “Non so di dove siete”. Allora comincerete a dire: “Abbiamo mangiato e bevuto in tua presenza e tu hai insegnato nelle nostre piazze”. Ma egli vi dichiarerà: “Voi, non so di dove siete. Allontanatevi da me, voi tutti operatori di ingiustizia!”. Là ci sarà pianto e stridore di denti, quando vedrete Abramo, Isacco e Giacobbe e tutti i profeti nel regno di Dio, voi invece cacciati fuori. Verranno da oriente e da occidente, da settentrione e da mezzogiorno e siederanno a mensa nel regno di Dio. Ed ecco, vi sono ultimi che saranno primi, e vi sono primi che saranno ultimi».

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Meditazione della settimana 14 – 20 agosto

« In quei giorni, i capi allora dissero al re: «Si metta a morte questo uomo, appunto perché egli scoraggia i guerrieri che sono rimasti in questa città e scoraggia tutto il popolo dicendo loro simili parole, poiché questo uomo non cerca il benessere del popolo, ma il male ».(Ger 38,4-6.8-10)

Il profeta è sempre un personaggio scomodo perché parla in nome di Dio e dice la verità, quella che ci interpella, ci costringe a fare seri esami di coscienza,
verifiche sulla nostra vita e il nostro modo di agire, ci ridimensiona e ci “scoraggia”.
A noi piace seguire i “messaggi profetici” della pubblicità, quelli che ci promettono risultati strepitosi se mangiamo il tal prodotto, se acquistiamo la tal cosa, se andiamo in vacanza nel tal posto, e così via…….
salvo poi constatare che niente di tutto quello che ci è stato promesso si è avverato, ma questo non ci ferma e siamo subito pronti ad altri e più allettanti annunci.
Ma perché la verità ci fa così paura?
Perché andiamo dietro a false promesse che non hanno nessun fondamento?
Quanti profeti abbiamo allontanato dalla nostra vita pur di non sentirci dire la verità e lasciarci mettere in discussione?

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