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Ermes Ronchi Commento al Vangelo del 25 giugno 2017

Il Vangelo a cura di Ermes Ronchi

Perché il Padre tiene il conto anche dei nostri capelli
 
XII Domenica tempo ordinario – Anno A

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In quel tempo, Gesù disse ai suoi apostoli: «Non abbiate paura degli uomini, poiché nulla vi è di nascosto che non sarà svelato né di segreto che non sarà conosciuto. Quello che io vi dico nelle tenebre voi ditelo nella luce, e quello che ascoltate all’orecchio voi annunciatelo dalle terrazze. E non abbiate paura di quelli che uccidono il corpo, ma non hanno potere di uccidere l’anima; abbiate paura piuttosto di colui che ha il potere di far perire nella Geènna e l’anima e il corpo. Due passeri non si vendono forse per un soldo? Eppure nemmeno uno di essi cadrà a terra senza il volere del Padre vostro. Perfino i capelli del vostro capo sono tutti contati. Non abbiate dunque paura: voi valete più di molti passeri! Perciò chiunque mi riconoscerà davanti agli uomini, anch’io lo riconoscerò davanti al Padre mio che è nei cieli; chi invece mi rinnegherà davanti agli uomini, anch’io lo rinnegherò davanti al Padre mio che è nei cieli».

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don Giuseppe Pollano “Si chiama Maria” (4)

Don Giuseppe Pollano era un grande intellettuale ma, prima di tutto, un grande uomo di Dio. La sua vita sacerdotale è trascorsa quasi tutta all’ombra del santuario della Consolata, in confessionale e all’altare.
Ordinato sacerdote nel 1951, è tra i protagonisti di quella generazione di preti, quarantenni a metà degli Anni 60, che ha vissuto in pienezza il tempo del Concilio Vaticano II e della sua prima attuazione, con tutto l’entusiasmo e le «novità» che ha comportato. Continua a leggere

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Meditazione della settimana 18-24 giugno


«Ricòrdati di tutto il cammino che il Signore, tuo Dio, ti ha fatto percorrere in questi quarant’anni nel deserto, per umiliarti e metterti alla prova, per sapere quello che avevi nel cuore, se tu avresti osservato o no i suoi comandi”. (Dt 8, 2-3. 14b-16a)

E’ bello voltarsi indietro e vedere il cammino fatto, anzi è ancor più bello rendersi conto che quel cammino fatto in realtà è stato segnato dalla mano provvidente di Dio che ci ha accompagnato passo passo, anche se noi non ce ne siamo accorti sul momento.
Cammino che aveva e ha lo scopo specifico di aiutarci a scoprire cosa abbiamo nel cuore, cosa il nostro cuore cerca, desidera, attende……..
Dio vuole, attraverso la strada che facciamo, svelarci il nostro cuore e le sue profondità, perché lui sa che “un baratro è l’uomo e il suo cuore un abisso” (salmo 63),
Lui vuole aiutarci a fare un viaggio all’interno di noi stessi, a scendere progressivamente nel fondo di noi stessi per scoprire realmente chi siamo e a quali vette siamo chiamati.
Sembra un paradosso, ma non lo è:
siamo invitati a scendere nel profondo per scoprire le altezze e le vette a cui può innalzarsi la nostra vita!!!!

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Ermes Ronchi Commento al Vangelo del 18 giugno 2017


Il Vangelo a cura di Ermes Ronchi

Così Gesù si fa pane vivo nella «messa del mondo»
 
Corpus Domini – Anno A

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In quel tempo, Gesù disse alla folla: «Io sono il pane vivo, disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo». Allora i Giudei si misero a discutere aspramente fra loro (…). Gesù disse loro: «In verità, in verità io vi dico: se non mangiate la carne del Figlio dell’uomo e non bevete il suo sangue, non avete in voi la vita. Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna e io lo risusciterò nell’ultimo giorno. Perché la mia carne è vero cibo e il mio sangue vera bevanda. Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue rimane in me e io in lui. (…) Questo è il pane disceso dal cielo; non è come quello che mangiarono i padri e morirono. Chi mangia questo pane vivrà in eterno».

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don Giuseppe Pollano “Si chiama Maria” (3)

Don Giuseppe Pollano era un grande intellettuale ma, prima di tutto, un grande uomo di Dio. La sua vita sacerdotale è trascorsa quasi tutta all’ombra del santuario della Consolata, in confessionale e all’altare.
Ordinato sacerdote nel 1951, è tra i protagonisti di quella generazione di preti, quarantenni a metà degli Anni 60, che ha vissuto in pienezza il tempo del Concilio Vaticano II e della sua prima attuazione, con tutto l’entusiasmo e le «novità» che ha comportato. Continua a leggere

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