Meditazione della settimana 15-21 ottobre

«Fratelli, so vivere nella povertà come so vivere nell’abbondanza; sono allenato a tutto e per tutto, alla sazietà e alla fame, all’abbondanza e all’indigenza.
Tutto posso in colui che mi dà la forza. (Fil 4,12-14.19-20)

Anche noi ci alleniamo, facciamo palestra, ci teniamo ad avere un fisico tonico, atletico, scattante, ecc…..ma non sempre ci preoccupiamo di fare lo stesso allenamento di cui parla s. Paolo. Lui ci parla di un allenamento spirituale che lo mette continuamente in relazione a Colui da cui gli viene realmente la forza e la capacità di “stare” nelle varie situazioni senza soccombere.
I Santi sono un grande esempio di questo, e oggi noi Carmelitani ricordiamo in modo speciale s. Teresa di Gesù nostra Madre.
Anche lei, come s. Paolo, è passata attraverso abbondanza e indigenza, fame e sazietà, gioie e dolori, e sempre ha saputo riconoscere e incontrare Colui che le dava la forza Gesù Cristo
“Sì, o bontà infinita del mio Dio, vedo chi siete Voi e chi sono io; e nel vedervi da me così diverso, o delizia degli angeli, vorrei consumarmi tutta in amarvi! Oh, come sopportate chi vi permette di stargli vicino! Che buon amico dimostrate di essergli, Signore! Come lo favorite, e con quanta pazienza sopportate la sua condizione aspettando che si conformi alla vostra! Tenete in conto ogni istante ch’egli trascorre in amarvi, e per un attimo di pentimento dimenticate le offese che vi ha fatto. Questo io so per esperienza, e non capisco, o mio Creatore, perché il mondo non corra tutto ai vostri piedi per intrecciare con Voi questa particolare amicizia. Se vi avvicinassero, diverrebbero buoni anche i cattivi, quelli cioè che non sono della vostra condizione, purché vi permettessero di star con loro un paio d’ore al giorno, nonostante che il loro spirito andasse agitato da mille sollecitudini e pensieri di mondo, come il mio”.(Vita 8,6)
“Tutto si può sopportare con un amico così buono, con un così valoroso capitano che per primo entrò nei patimenti. Egli aiuta e incoraggia, non viene mai meno, è un amico fedele”. (Vita 22,6)

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