Meditazione della settimana 16-22 luglio

«Come la pioggia e la neve scendono dal cielo e non vi ritornano
senza avere irrigato la terra,
senza averla fecondata e fatta germogliare, perché dia il seme a chi semina
e il pane a chi mangia, così sarà della mia parola uscita dalla mia bocca:
non ritornerà a me senza effetto, senza aver operato ciò che desidero
e senza aver compiuto ciò per cui l’ho mandata»..”. (Is 55, 10-11)

«Ecco una nuvoletta, come una mano d’uomo, sale dal mare». Elia gli disse: «Va’ a dire ad Acab: Attacca i cavalli al carro e scendi perché non ti sorprenda la pioggia!». Subito il cielo si oscurò per le nubi e per il vento; la pioggia cadde a dirotto. (1 Re.18, 42-45)

Dio vuole “fecondare” la nostra anima con la sua Parola, così come ha fatto con Maria.
La sua Parola desidera diventare la nostra luce, la nostra bussola quotidiana, il faro che indica costantemente la direzione.
La Parola opera in noi, agisce nelle profondità del nostro essere e a nostra insaputa ci trasforma, ci plasma secondo il progetto che Dio ha su ciascuno di noi,
così come è avvenuto in Maria.

Senza la sua Parola la nostra vita sarebbe come un deserto arido, senz’acqua,
senza vita e sterile,
ma con la sua Parola noi possiamo portare molto frutto.
Guardiamo a Maria, oggi venerata come la Vergine del Carmelo,
guardiamo a questa Nuvoletta che sale dal mare, piccola e apparentemente insignificante nell’immenso cielo, ma capace di ristorare la terra assetata delle nostre anime,
capace di indicarci la via dell’ascolto umile e attento,
capace di mostrarci la via dell’obbedienza che salva, redime e beatifica la vita.

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