Meditazione della settimana 20-26 novembre

«In quel tempo, [dopo che ebbero crocifisso Gesù,] il popolo stava a vedere;
i capi invece deridevano Gesù dicendo: «Ha salvato altri! Salvi se stesso, se è lui il Cristo di Dio, l’eletto».
Anche i soldati lo deridevano, gli si accostavano per porgergli dell’aceto e dicevano: «Se tu sei il re dei Giudei, salva te stesso». » (Lc 23, 35-43)

Non è bastato a noi uomini inchiodarlo sulla croce come agnello mansueto,
ma abbiamo voluto provocarlo per vedere fino a che punto arrivava la sua mansuetudine.
Noi che, alla minima provocazione, reagiamo con violenza, con rabbia e superbia.
Noi che non sopportiamo la più piccola umiliazione, offesa o critica
e a nostra volta riattacchiamo con ferocia e cattiveria,
e così dimostriamo in tutto la nostra estrema debolezza, povertà e vigliaccheria.
Ma soprattutto apriamo la strada ad altro male che così indisturbato cresce,
dilaga e si spande attorno e dentro di noi.

Solo Lui, il Crocifisso,
ha saputo assorbire tutto il male in se stesso,
solo Lui non gli ha permesso di espandersi, ma lo ha rivolto unicamente verso se stesso
e, in quel gesto supremo di amore, grandezza, benevolenza,
noi abbiamo saputo vedere solo la sconfitta
e non abbiamo capito.

Il tempo è passato e Lui resta ancora lì,
segno di un Amore immenso che non conosce stagioni e mode,
un Amore che ci attende sempre per insegnarci a vivere davvero e ad amare.

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