16 ottobre 2016 Canonizzazione Elisabetta della Trinità

16 OTTOBRE 2016
CANONIZZAZIONE
ELISABETTA DELLA TRINITA’

Prima di volarmene al cielo, cara piccola sr. Maria Odilia, voglio inviarti una parolina della mia anima, perché ci tengo a che tu sappia che nella casa del Padre pregherò molto per te. Ti do appuntamento nel focolare d’amore; è lì che passerò la mia eternità e tu puoi già iniziarla quaggiù.
….Mi sembra che in cielo la mia missione sarà quella di attirare le anime aiutandole ad uscire da se stesse per aderire a Dio con un moto tutto semplice e innamorato e di conservarle in questo grande silenzio interiore che permette a Dio di imprimersi in esse, di trasformarle in Lui stesso.
….Mi sembra che ora veda tutte le cose alla luce del buon Dio e se ricominciassi la mia vita, oh, come vorrei non perderne un istante!
Sorellina amata, viviamo d’amore per morire d’amore e glorificare Dio tutto Amore.”.

“Laudem gloriae”
28 ottobre 1906

Chi è questa Laudem gloriae che scrive parole simili nove giorni prima di morire?
Si tratta di Elisabetta della Trinità, giovane monaca del Carmelo di Digione, entrata il 2 agosto 1901 a ventuno anni e morta, consumata dal morbo di Addison, il 9 novembre 1906.
Questi cinque anni vissuti intensamente al Carmelo, in una vita semplice e nascosta, tutta offerta a Dio per la Chiesa in unione intensa con Gesù Sposo, possono essere sintetizzati in alcuni pensieri lasciati in meditazioni e lettere.

“Dimorate in me. E’ il Verbo di Dio che dà quest’ordine, che esprime questa volontà. Dimorate in me non per qualche istante, qualche ora che deve passare, ma dimorate in me in modo permanente, abituale. Dimorate in me, pregate in me, adorate in me, amate in me, soffrite in me, lavorate, agite in me. Dimorate in me per essere presenti ad ogni persona e a ogni cosa. Penetrate sempre di più in questa profondità Questa è veramente la solitudine, dove Dio vuole attirare l’anima per parlarle…….Così noi dobbiamo discendere ogni giorno questo sentiero dell’abisso che è Dio. Abbandoniamoci con una fiducia piena d’amore…. E’ laggiù in quelle profondità che avverrà l’urto divino, che l’abisso del nostro nulla, della nostra miseria, urterà contro l’abisso della misericordia, dell’immensità, del tutto di Dio.”.

Leggendo s. Paolo rimase così colpita dall’espressione “lode di gloria al Padre” che da quel momento divenne il suo programma di vita e il suo “nome nuovo” col quale si firmava.
Negli ultimi tempi, ormai ammalata in infermeria, quando le raccomandavano qualche intenzione, portando le mani al cuore diceva: “Ne parlerò ai miei Tre, ne parlerò al mio Consiglio”.

“Come rispondere alla nostra vocazione diventare perfette Lodi di gloria della SS. ma Trinità?
Nel cielo ogni anima è una lode di gloria al Padre, al Verbo, allo Spirito Santo, perché ogni anima è stabilita nel puro amore e non vive più della sua propria vita, ma della vita di Dio.
Una Lode di gloria è un’anima di silenzio che si tiene come una lira sotto il tocco misterioso dello Spirito Santo, affinché Egli ne faccia uscire armonie divine;
essa sa che la sofferenza è una corda che produce suoni ancora più belli, perciò ama vederla come il suo strumento per commuovere ancora di più il cuore del suo Dio.
Una lode di gloria è sempre occupata nel rendimento di grazie.
Nel cielo della nostra anima siamo anche noi lodi di gloria della santissima Trinità, lodi di amore della nostra Madre Immacolata…”.

Nel giorno della sua Canonizzazione Elisabetta interceda e aiuti tante persone a incontrare il Dio tutto Amore che è dentro di noi.

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in feste e contrassegnata con , , , , . Contrassegna il permalink.