Meditazione della settimana 18-24 settembre

«Ascoltate questo,
voi che calpestate il povero e sterminate gli umili del paese,
voi che dite: “Quando sarà passato il novilunio e si potrà vendere il grano?
E il sabato, perché si possa smerciare il frumento,
diminuendo l’efa e aumentando il siclo e usando bilance false,
per comprare con denaro gli indigenti e il povero per un paio di sandali?
Venderemo anche lo scarto del grano”».
Il Signore lo giura per il vanto di Giacobbe:
«Certo, non dimenticherò mai tutte le loro opere». (Am 8, 4-7)

Queste parole sono ancora oggi molto attuali e vere.
Quanti umili e poveri vengono schiacciati dalla violenza, dalla disonestà, dall’indifferenza di altri uomini come loro.
Sono continuamente davanti a noi su giornali e TV scene di sfruttamento e abuso…..sono così frequenti e bombardanti che quasi quasi non ci colpiscono più
e ci stanno assuefacendo, ci stanno quasi convincendo che intanto non si può fare niente, che il male prevale, che l’ingiustizia dilaga e non possiamo che assistere da spettatori rassegnati e scoraggiati.
Ma qui sta proprio l’inganno più grande!!!
Qui dobbiamo seriamente chiederci che posto ha nella nostra vita la fede.
Perché se davvero siamo credenti, se davvero crediamo in Dio non possiamo poi rimanere ai margini solo a compatire e brontolare su tutto quello che va male,
perché Gesù lo dice chiaro nel Vangelo: “Chi è fedele in cose di poco conto, è fedele anche in cose importanti; e chi è disonesto in cose di poco conto, è disonesto anche in cose importanti.” (cfr. Lc. 16, 1-13).
Crediamo che nel poco e piccolo di ogni giorno costruiamo un mondo giusto e onesto con la nostra rettitudine?
Oppure viviamo superficialmente pensando che intanto le nostre piccole disonestà quotidiane nessuno le vede e poi……poco importano?
Ma il Signore lo giura per il vanto di Giacobbe: «Certo, non dimenticherò mai tutte le loro opere».

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