Meditazione della settimana 11-17 settembre

« Questa parola è degna di fede e di essere accolta da tutti: Cristo Gesù è venuto nel mondo per salvare i peccatori, il primo dei quali sono io. Ma appunto per questo ho ottenuto misericordia, perché Cristo Gesù ha voluto in me, per primo, dimostrare tutta quanta la sua magnanimità, e io fossi di esempio a quelli che avrebbero creduto in lui per avere la vita eterna.». (1 Tm 1, 12-17)

Secondo le parole di s. Paolo ognuno di noi non solo è chiamato a fare esperienza della Misericordia di Dio, il che è già una gran cosa,
ma a diventare “testimone” con la propria vita della Misericordia ricevuta.
In altre parole l’incontro personale con la Misericordia, perché sia reale deve trasformarci in “canali di grazia” per le persone che incontriamo sul nostro cammino.
Come dice s. Teresina. “Il Signore misericordioso mi ha caricata di grazie per me e per molti altri……………quando, nella sua infinita misericordia, mi avrà aperto il suo regno potrò attingere ai suoi tesori per prodigarli alle anime che mi son care”.
Ma per poter donare come s. Paolo e s. Teresina, bisogna essere consapevoli della ricchezza che si è ricevuta senza alcun merito “Il buon Dio mi ha mostrato la
stessa misericordia che mostrò al re Salomone. Ha voluto che io non abbia nemmeno un solo desiderio inappagato, non soltanto i miei desideri di perfezione, bensì anche quelli di cui capivo la vanità, senz’averla sperimentata………….dopo tante grazie, non posso cantare col salmista: “Che il Signore è buono, che la sua misericordia è eterna”? Mi pare che, se tutte le creature avessero le stesse grazie che ho io, nessuno avrebbe paura del Signore, ma tutti lo amerebbero alla follia, e che tutte le anime eviterebbero di offenderlo, per amore, e non tremando”. (S. Teresa di Gesù Bambino)

In quest’anno della Misericordia, che sta volgendo al termine, chiediamo di poter fare esperienza forte e profonda di questo Amore per diventare anche noi testimoni credibili e gioiosi della sua magnanimità.

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