Meditazione della settimana 4-10 settembre

« Quale, uomo può conoscere il volere di Dio?
Chi può immaginare che cosa vuole il Signore?
I ragionamenti dei mortali sono timidi
e incerte le nostre riflessioni,
perché un corpo corruttibile appesantisce l’anima
e la tenda d’argilla opprime una mente piena di preoccupazioni.
A stento immaginiamo le cose della terra,
scopriamo con fatica quelle a portata di mano;
ma chi ha investigato le cose del cielo?
Chi avrebbe conosciuto il tuo volere,
se tu non gli avessi dato la sapienza
e dall’alto non gli avessi inviato il tuo santo spirito?
Così vennero raddrizzati i sentieri di chi è sulla terra;
gli uomini furono istruiti in ciò che ti è gradito
e furono salvati per mezzo della sapienza». (Sap 9, 13-18)

Viviamo continuamente in una tensione tra i ragionamenti umani piccoli e limitati,
ma che tanto affannano il nostro cuore;
e la ricerca del volere di Dio.
I primi sono a nostra portata, a nostra misura, ma ahimè alla fine non ci soddisfano, non placano la nostra sete, non acquietano la nostra anima;
la seconda invece ci sembra a portata di mano, ma in realtà ci sfugge, sta sempre un po’ più in là di noi e irresistibilmente ci attira e invita.
Dobbiamo umilmente riconoscere che la conoscenza della volontà di Dio è un dono che ci viene offerto,
infatti solo se ci lasciamo illuminare dallo Spirito e guidare dalla Sapienza possiamo riconoscerla e poi seguirla e realizzarla.
Ma questo implica che dobbiamo saper rinunciare a “farci da soli”, per lasciarci guidare e condurre come piccoli bambini …….
e qui sta la sfida:
siamo disposti a metterci nelle mani di un Altro,
a cedergli il timone della nostra barca,
oppure vogliamo guidare noi, senza rinunciare alla nostra presunzione e autonomia?

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