Meditazione della settimana 22-28 maggio

«Quando vedo i tuoi cieli, opera delle tue dita,
la luna e le stelle che tu hai fissato,
che cosa è mai l’uomo perché di lui ti ricordi,
il figlio dell’uomo, perché te ne curi?»(Salmo 8)

E’ fonte di grande gioia saper riflettere come il salmista e riconoscere che, pur nella nostra piccolezza, siamo immensamente amati, voluti, cercati da Dio.
Guardando le grandi opere di Dio, immense e assolutamente non quantificabili, siamo ricondotti a considerare la grandezza dell’uomo, non tanto per estensione fisica e spaziale, ma perché, pur nella sua piccolezza, rispetto al cielo e alle stelle, è immensamente amato e questo gli conferisce una dignità e una grandezza enorme.
Dio si ricorda e si cura dell’uomo, di ogni uomo in modo unico e speciale,
perché, a differenza delle stelle da lui fissate, l’uomo può entrare in relazione d’amore con Lui, può accogliere e donare amore,
può vivere una vera relazione di amicizia con Lui.
Cosa che non può fare nessuna stella, per quanto grande , bella e luminosa.
Ecco perché si cura tanto di noi, che siamo piccolissima cosa rispetto alle opere delle sue mani, perché abbiamo un cuore capace di amare e rispondere all’amore.
Qui sta tutta la nostra beatitudine e la nostra grandezza e dignità

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