Meditazione della settimana 13-19 marzo

« Non ho certo raggiunto la mèta, non sono arrivato alla perfezione;
ma mi sforzo di correre per conquistarla,
perché anch’io sono stato conquistato da Cristo Gesù.
Fratelli, io non ritengo ancora di averla conquistata. So soltanto questo: dimenticando ciò che mi sta alle spalle e proteso verso ciò che mi sta di fronte, corro verso la mèta, al premio che Dio ci chiama a ricevere lassù, in Cristo Gesù.»( Fil 3,8-14)

La cosa più brutta che ci possa accedere è quella di camminare senza avere una mèta a cui tendere, senza avere uno scopo per cui impegnarsi,
senza sentirsi in qualche modo attesi da qualcuno.
Ma quando ci sentiamo conquistati da Cristo Gesù, allora tutto cambia,
allora non solo si cammina, ma si corre, perché la mèta diventa qualcosa di assolutamente desiderabile e prezioso a cui non si può più rinunciare.
E mentre si corre si capisce che si va in progressione;
che continuamente ci si supera, si migliora, si acquista consapevolezza per il dono che ci attende.
Allora non si vive più di sterili ripiegamenti, rimpianti malinconici, tristi e inutili sospiri,
ma ci si slancia alla conquista del premio che può altro non è che Lui: Gesù; il Verbo fatto carne che è venuto a dirci che siamo amati, attesi e sempre perdonati da Dio Padre.
Allora Gesù si alzò e le disse: «Donna, dove sono? Nessuno ti ha condannata?».
Ed ella rispose: «Nessuno, Signore». E Gesù disse: «Neanch’io ti condanno; va’ e d’ora in poi non peccare più».

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in meditazione settimanale e contrassegnata con , , , , . Contrassegna il permalink.