Meditazione della settimana 28 febbraio – 5 marzo

« Gesù disse loro: «Credete che quei Galilei fossero più peccatori di tutti i Galilei, per aver subito tale sorte? No, io vi dico, ma se non vi convertite, perirete tutti allo stesso modo. O quelle diciotto persone, sulle quali crollò la torre di Sìloe e le uccise, credete che fossero più colpevoli di tutti gli abitanti di Gerusalemme?
No, io vi dico, ma se non vi convertite, perirete tutti allo stesso modo» (Lc 13,1-9)
”Quindi, chi crede di stare in piedi, guardi di non cadere..»( 1 Cor 10,1-6.10-12)

Siamo invitati a riflettere con verità e umiltà sulle situazioni che accadono ai cosiddetti “altri”, lasciandoci interpellare e non rimanendo dei semplici spettatori di “disgrazie altrui”.
Nessuno di noi è immune,
nessuno di noi può dire: “ a me questa cosa non succederà mai!”
Tutto quello che accade può, anzi, deve diventare occasione di riflessione personale e comunitaria,
stimolo per una verifica della propria vita;
della propria capacità di credere di lasciarsi interpellare, senza dare tutto per scontato.
La vita, con le sue vicende liete e tristi, continuamente ci chiede una conversione,
ossia un orientamento della mente, del pensiero, dello stile di vita verso una Verità più profonda e autentica;
ci chiede di far nascere dentro di noi la domanda fondamentale: “cosa Dio mi vorrà insegnare e dire attraverso questa situazione?”

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