FESTA DELLA TRASVERBERAZIONE DI S. TERESA 2015

S. TERESA D’AVILA 63213

Teresa, sei nel cor trasverberata
dalla divina fiamma dell’Amore!

(Duno 7-8-2015), Padre Nicola Galeno

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DALLA FIAMMA VIVA D’AMORE (B)

di S. Giovanni della Croce

STROFA 2

O cauterio soave!
O deliziosa piaga!
O blanda mano! O tocco delicato,
che sa di vita eterna,
e ogni debito paga!
Morte in vita, uccidendo, hai tu cambiato!

Spiegazione

“O piaga tanto più soave, quanto più sublime è il fuoco di amore da cui è stata prodotta! E’ lo Spirito Santo che la ha fatta, spinto dal desiderio di favorire l’anima; e come questo suo desiderio è grande, grande sarà anche la piaga, perciò sarà grandemente deliziosa.
O piaga deliziosa prodotta da colui che non sa fare altro che sanare! O piaga fortunatissima, poiché sei stata fatta unicamente per dilettare, la cui peculiarità è diletto dell’anima ferita!
Grande sei, o piaga, essendo grande colui che ti ha fatta e grande è il piacere generato da te, perché infinito è il fuoco di amore che ti diletta, secondo la tua capacità e grandezza! O piaga veramente deliziosa e tanto più profondamente deliziosa quanto più il cauterio di amore è penetrato nell’intimo della sostanza dell’anima, bruciando tutto ciò che si poteva bruciare, per dilettare quanto si poteva dilettare!
A mio parere, questo cauterio e questa piaga sono al più alto grado possibile nello stato presente.
Poiché, vi sono molti altri modi con cui Dio cauterizza l’anima, i quali però non giungono a tanto né sono come questo. Qui si tratta di un tocco della Divinità nell’anima senza alcuna forma né figura intellettuale o immaginaria.
V’è però un’altra maniera molto sublime di cauterizzare l’anima con forma intellettuale, ed è la seguente.
Potrà accadere che, essendo l’anima infiammata di amore di Dio, come è stato detto, benché non lo sia in grado molto elevato (ma conviene molto che lo sia per quello che voglio dire), si sentirà investire da un Serafino con un dardo o una freccia ardentissima di fuoco amoroso. Questo dardo, trafiggendo l’anima già accesa come brace o per dire meglio, come fiamma, la cauterizza in modo sublime.
Allora, questa cauterizzazione, trafitta l’anima con la saetta di cui si è parlato, fa sì che la fiamma di essa, immediatamente si innalzi con la veemenza stessa con cui si avviva una fornace o una fucina, allorché vi si attizza o vi si alimenta il fuoco.
Ferita da questo dardo acceso, l’anima gusta la piaga con diletto sovrano perché, oltre ad essere tutta sconvolta con grande soavità, per l’impetuosa mozione cagionata da quel Serafino, in cui prova un grande ardore e uno struggimento di amore, sente anche la soave ferita e la virtù dell’erba con cui è stato temprato il ferro, come una viva punta nella sostanza dello spirito, nel suo cuore trafitto.
Intorno al gaudio che l’anima prova in questo stato, si può dire soltanto che ella esperimenta allora, quanto a ragione, nel Vangelo, il regno dei cieli sia paragonato al granello di senape il quale, per il suo grande calore, quantunque sia tanto piccolo, diventa un grande arbusto (Mt. 13, 31), poiché si accorge di essere diventata quasi una immensa fiamma di amore, che nasce dal punto acceso che si trova nel centro dello spirito.
Poche sono le anime che giungono a tale stato, ma alcune di fatto vi sono arrivate, specialmente quelle la cui virtù e il cui spirito si dovevano diffondere nella successione dei loro figli, poiché Dio concede le ricchezze e i doni delle primizie dello spirito ai fondatori, secondo il numero dei loro discendenti nella dottrina e nello spirito”.

(S. Giovanni della Croce)

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