Meditazione della settimana (23-29 agosto)

« In quel tempo, molti dei discepoli di Gesù, dopo aver ascoltato, dissero:
«Questa parola è dura! Chi può ascoltarla?». (Gv 6, 60)

La parola di Gesù, o meglio, la parola che è Gesù;
se ascoltata veramente, sembra dura, difficile da accogliere,
si rivela come una spada a doppio taglio che arriva nel profondo dell’anima,
che ci scuote, che ci costringe a uno sguardo di verità su noi stessi e sulla nostra vita.
Tutto questo ci disorienta perché non siamo capaci a spingerci così nel profondo, abbiamo paura di vedere certe cose di noi, di confrontarci con le nostre insicurezze, le nostre incoerenze, i nostri bisogni inespressi, ma che di fatto ci tiranneggiano.
Ma Gesù è venuto a dirci con estrema dolcezza e forza che solo la Verità che è Lui ci può rendere liberi e quindi felici, perché capaci di riconoscere i talenti che abbiamo per metterli al servizio del bene nostro e dei fratelli.
Tutto questo però è come una lunga conquista,
ogni giorno dobbiamo rimetterci in ascolto paziente e umile,
lasciare che la sua Parola ci scavi dentro, dobbiamo permetterle di arrivare dove vuole,
per lasciarci incontrare nel nostro profondo centro;
il luogo più intimo e segreto della nostra anima dove Dio risiede e ci attende per l’unico incontro che valga veramente la pena.

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