Meditazione della settimana (3-9 maggio)

«Io sono la vite, voi i tralci.
Chi rimane in me, e io in lui, porta molto frutto, perché senza di me non potete far nulla. Chi non rimane in me viene gettato via come il tralcio e secca; poi lo raccolgono, lo gettano nel fuoco e lo bruciano. » (Gv. 15, 1-8)

Noi viviamo continuamente cercando autonomia, volendo emanciparci, cercando di diventare sempre più autosufficienti, per non dover dipendere da nessuno……..e Gesù ci dice esattamente il contrario, ossia che solo rimanendo “attaccati” a Lui, come il tralcio alla vite possiamo davvero portare frutto, rendere feconda e piena la nostra vita.
Gesù ci dice ancora che senza di Lui non possiamo fare nulla……ma come??
Con tutto quello che facciamo, costruiamo, inventiamo e produciamo?
L’uomo sembra continuamente superare se stesso, altro che non fare nulla!!!
Ma Gesù ci dice che alla fine tutto il nostro fare e disfare sarà come un tralcio secco che verrà gettato nel fuoco, se non accettiamo questa nostra dimensione così vera e fondamentale dell’essere suoi tralci.
Gesù ci vuole insegnare che il segreto del successo, quello vero che dura per sempre e non si corrompe, sta nella capacità di accettare e vivere la reciprocità;
sta nel mettersi umilmente di fronte all’Altro, nel lasciarsi guardare, amare, guidare e anche correggere e ammaestrare…….
tutto questo interpella la nostra umiltà, e apertura sincera, e soprattutto la nostra disponibilità a metterci nella verità di fronte a noi stessi e agli altri.

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