Meditazione della settimana (22 – 28 marzo)

«Chi ama la propria vita, la perde e chi odia la propria vita in questo mondo, la conserverà per la vita eterna.» (GV. 12, 20-33)

Questa frase di Gesù appare alquanto strana, di non immediata comprensione.
Gesù non ci invita all’autolesionismo, al buttare via la nostra vita con disprezzo e noncuranza, assolutamente no!
La vita è un dono di Dio preziosissimo, da custodire e coltivare giorno dopo giorno.
Ma per fare tutto questo dobbiamo imparare ad amarla nel modo giusto, secondo Dio;
ossia non considerandola come nostra esclusiva proprietà di cui possiamo liberamente disporre a nostro piacimento,
ma come un dono che ci è stato fatto e che va continuamente “restituito” a Dio arricchito dei nostri piccoli e grandi sforzi per mettere a frutto i talenti ricevuti.
Per conservare la vita e non rischiare di perderla dobbiamo vivere oltre la dimensione dell’oggi, dell’immediato, del tangibile,
continuamente riconoscere che il seme gettato qui e oggi produrrà domani,
magari non ne vedremo noi i frutti, ma senz’altro germoglierà.
Amare veramente la propria vita significa accettare di spenderla, di donarla, di consegnarla,
uscendo dagli stretti confini del proprio egoismo,
superando l’angusto limite del proprio io
e accettando le smisurate misure di Dio!


Cinquecentesimo post sul blog

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