Meditazione della settimana (11 – 17 gennaio)

E venne una voce dal cielo: «Tu sei il Figlio mio, l’amato:
in te ho posto il mio compiacimento».
(Mc. 1, 11)

Dio Padre si rivolge così al suo Figlio, Gesù, ma si rivolge anche a ciascuno di noi, singolarmente, individualmente, personalmente.
Gesù è il primogenito e noi in Lui siamo tutti figli,
e quindi degni di ricevere lo stesso sguardo di compiacenza che il Padre rivolge al Figlio primogenito.

In ogni momento Dio ci dice: “Tu sei il figlio mio, amato”;
e non solo quando ci sentiamo buoni, bravi, amabili, ricchi di doni e talenti,
insomma vincenti e rampanti,
ma sempre, assolutamente sempre.
Anche quando abbiamo perso la fiducia in noi stessi, quando ci sentiamo sconfitti, sporchi, brutti e inguardabili….anche allora, anzi soprattutto allora, Dio ci guarda con immenso amore e ci ripete: “Tu sei amato!”
Noi non abbiamo in noi “L’amabilità”, ma è Lui che guardandoci ci rende tali,
è Lui che ci rende degni di essere guardati con amore,
è Lui che ci dona la dignità filiale,
che ci ammette nel suo divino amplesso, svelandoci una beatitudine che mai avremmo potuto neanche immaginare se Dio non si fosse degnato di rivelarcela.
Allora la cosa migliore è cominciare ad essere figli dicendogli “grazie”!


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