2014: Novena a Santa Teresa (2)

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II GIORNO 

Mi baci col bacio di sua bocca

Oh, santa sposa!… Veniamo ora all’oggetto della vostra domanda, alla pace santa che induce l’anima a met­tersi in guerra con tutti i seguaci del mondo, pur rima­nendo tranquilla e piena di sicurezza.
Oh, l’incomparabile felicità di chi ottiene questa grazia, consistente nell’unifor­marsi in tutto alla volontà di Dio, in modo che fra Dio e l’anima non vi sia alcuna divisione e non regni fra loro che una sola volontà, non a parole e a desideri, ma ad opere!
Allora l’anima, quando sa che una cosa è di mag­gior servizio al suo Sposo, trascinata dall’amore che gli porta e dal desiderio che ha di piacergli, non ascolta più nulla, né le ragioni dell’intelletto, né i timori che esso le suggerisce, ma lascia fare alla fede, senza curarsi del pro­prio riposo e interesse, convinta che in questo sia ogni suo vantaggio.
Vi sembrerà, figliuole, che questo sistema non sia buono, essendo sempre encomiabile agire con discre­zione. Ma badate a questa cosa.
Se riconoscete, dico in quanto lo potete, perché in ciò la certezza non è possibile, che il Signore ha esaudita la vostra domanda di baciarvi col bacio di sua bocca, e lo riconoscete dagli effetti che ne sentite, non dovete fermarvi più in nulla, ma dimenti­carvi di voi stesse per non contentare che il vostro dolcis­simo Sposo, perché se l’azione divina nelle anime favorite di questa grazia si fa sentire in molti modi, uno di questi, è appunto la disposizione a disprezzare tutte le cose del mondo, a stimarle per il poco che sono, a non bramare alcun bene della terra nella convinzione che tutto è va­nità, a non trovare la propria festa che con gli amici di Dio, ad avere a noia la vita, ad apprezzare le ricchezze per quello che valgono, ed altre simili disposizioni che sono insegnate all’anima da chi la porta a questo stato.
………Ecco un pensiero che mi viene ora alla mente, a pro­posito di certe persone naturalmente pusillanimi, e poco co­raggiose, il cui numero maggiore è delle donne. Esse sono di natura così debole, che continuano a temere anche se già pervenute a questo stato. Ma è necessario che stiano molto in guardia, perché questa debolezza naturale potrebbe far perdere una gran corona.
Perciò, quando vi sentite con questi timori, ricorrete alla fede e all’umiltà, e poi date mano all’opera, animandovi con il pensiero dell’onnipotenza di Dio, che a molte sante fanciulle dette il coraggio d’affrontare tanti tormenti, non appena risolvettero di sopportarli per Lui.
È questa risoluzione che Egli vuole. Vuole che lo si renda padrone del nostro libero arbitrio. Non ha bi­sogno dei nostri sforzi. Anzi, è nelle creature più deboli, che si compiace di far risplendere le sue meraviglie, perché in esse può meglio spiegare la sua potenza e soddisfare al desiderio di accordarci le sue grazie.
In questo vi devono servire le virtù che Dio vi ha dato, aiutandovi ad agire risolutamente senza dar ascolto alle rimostranze dell’intelletto e della vostra debolezza.
Fer­mandovi a pensare se vi riuscirete o no, se i vostri peccati vi fanno indegne d’aver da Dio la forza che Egli ha concesso ad altri, dareste occasione alla vostra debolezza di andar maggiormente aumentando. No, non è questo il mo­mento di pensare ai peccati. Lasciateli da parte. È un’umil­tà fuor di luogo, affatto inopportuna.
Dovete temere, che i vostri peccati v’impediscano di diportarvi con rettitudine, quando vi si dia qualche di­stinzione molto onorifica, o si cerchi dal demonio, d’indurvi a una vita più comoda, ed altre cose del genere. Ma non abbiate paura dei vostri peccati, quando si tratta di sof­frire qualche cosa per amore di Dio e del prossimo, potendo pur darsi, che nel fare una di queste opere, vi apportiate tanta carità da meritarvi un perdono generale. Ecco quel che teme il demonio. E per questo cerca di richiamarvi in mente i vostri peccati. Persuadetevi invece che il Signore non abbandona mai chi Io ama, quando questi si espone al sacrificio unicamente per Lui. Però, consideri se nell’esporsi al sacrificio, si proponga qualche personale inte­resse, perché io parlo solo di coloro che vogliono conten­tare il Signore nel modo più perfetto. (Pensieri sull’amor di Dio Cap. 3, 1-2-5-7)

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