Meditazione della settimana (28 settembre – 4 ottobre)

«Voi dite: “Non è retto il modo di agire del Signore”. Ascolta dunque, casa d’Israele: Non è retta la mia condotta o piuttosto non è retta la vostra?
Se il giusto si allontana dalla giustizia e commette il male e a causa di questo muore,
egli muore appunto per il male che ha commesso.
E se il malvagio si converte dalla sua malvagità che ha commesso
e compie ciò che è retto e giusto, egli fa vivere se stesso.
Ha riflettuto, si è allontanato da tutte le colpe commesse: egli certo vivrà e non morirà». (Ez. 18, 25-28)

Quanta responsabilità in queste parole!!!
Eh sì!!! A noi spesso piace dare agli altri la colpa dei nostri guai, e ancor più ci piace darla a Dio….frequentemente si sentono frasi del tipo:”ma che male ho fatto perché Dio mi punisca così!
Ecco qui la risposta!
Siamo noi i responsabili delle nostre azioni, delle nostre scelte e quindi anche delle conseguenze che azioni e scelte hanno sulla nostra e altrui vita.
Questo è un invito non solo a fare attenzione e a saper scegliere secondo verità, ma anche a tener presente che le nostre azioni hanno sempre conseguenze ben più ampie di quelle che normalmente riusciamo a calcolare e stimare e soprattutto si ripercuotono in bene e-o in male anche sugli altri.
Dio ci ha donato la libertà e ci chiede di usarla responsabilmente.
Lui si fida di noi e ci lascia scegliere la direzione che vogliamo prendere:
la via della giustizia o quella della malvagità,
ben sapendo che in entrambi i casi siamo chiamati a gestire e portare le conseguenze
delle nostre libere scelte.

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