Epistolario Santa Teresa (30)

Continuiamo a “spulciare “ i consigli che s. Teresa dà ad amici e amiche di diverse condizioni sociali che ricorrono a lei per aiuto nella loro vita familiare; sembrerebbe strano chiedere ad una monaca, ma lei ha una parola per tutti.

Non mi meraviglio che vostra signoria abbia motivi di pena; avevo già capito che avrebbe dovuto soffrire molto, conoscendo il suo carattere che non è fatto per intendersela con tutti; ma, poiché si tratta di servire il Signore, vostra signoria sopporti le tribolazioni e se la intenda con Lui, che non la lascerà sola.
Qui nessuno criticherà la sua partenza, anzi si avrà pena di lei; cerchi di scacciare le preoccupazioni, consideri quanto la sua salute ci stia a cuore…..(Lettera n. 379)

Gesù. – La grazia dello Spirito Santo sia con vostra signoria. Le ho scritto tre volte da quando sto in questa casa dell’Incarnazione, cioè da poco più di tre settimane; non mi sembra che le sia pervenuto nulla.
Prendo tanta parte ai suoi travagli che, aggiungendo ai molti che ho qui questa pena, non mi curo più di domandarne altri a nostro Signore. Sia benedetto per tutto; è chiaro che vostra signoria fa parte di coloro che godranno del suo regno, visto che le dà da bere del suo calice, con tante malattie sue, e di quelli che ama.
Una volta, tra le altre, ho letto in un libro che il premio dei travagli è l’amor di Dio. Di fronte a un prezzo così prezioso, chi non li amerà? È quanto la supplico di fare; consideri che ogni cosa finisce presto e procuri di distaccarsi da tutto ciò che non deve durare sempre.
Ero già a conoscenza di come vostra signoria stesse male, pertanto oggi avevo cercato il modo di sapere notizie della sua salute. Benedetto sia il Signore, visto che sta meglio.
Venga via da quel paese, per amor di Dio, poiché è evidente quanto sia nocivo alla salute di tutti……(Lettera n. 384)
Io non so che dire, se non che nostro Signore vuole che non godiamo di gioia senza che sia accompagnata da pena: quella ch’io credo debba provare vostra eccellenza nello stare separata da chi tanto ama, ma Egli lo farà perché sua eccellenza guadagni ora molto di fronte a Lui e perché, dopo, le consolazioni vengano tutte insieme. Piaccia a Sua Maestà di provvedervi come io gliene rivolgo supplica e come glielo si chiede in tutte queste case di religiose, che lo fanno con grandissimo zelo. Ho loro raccomandato di prendersi molto a cuore soprattutto questo felice successo; 2 io, per quanto miserabile, l’ ho sempre presente, e sarà così finché avremo le notizie che desidero.
Penso ai pellegrinaggi e alle preghiere in cui vostra eccellenza sarà ora occupata e come molte volte le sembrerà che la prigione3 concedeva una vita più tranquilla. Oh, Dio mio, quali vanità son quelle di questo mondo! E com’è preferibile non desiderare riposo o altra cosa del genere, ma rimettere nelle mani di Dio tutto quello che ci tocca in sorte, giacché Egli sa meglio di quanto noi possiamo chiedergli ciò che ci conviene!…….(Lettera n. 401)

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