Meditazione della settimana (10-16 agosto)

Gesù parlò loro dicendo: «Coraggio, sono io, non abbiate paura!».
Pietro allora gli rispose: «Signore, se sei tu, comandami di venire verso di te sulle acque».
Ed egli disse: «Vieni!».
Pietro scese dalla barca, si mise a camminare sulle acque e andò verso Gesù.
Ma, vedendo che il vento era forte, s’impaurì e, cominciando ad affondare, gridò: «Signore, salvami!».
E subito Gesù tese la mano, lo afferrò e gli disse: «Uomo di poca fede, perché hai dubitato?».
(Mt. 14, 22-33)

Eh sì! Pietro ha dubitato e stava affondando, ma ha anche avuto il coraggio di provare a camminare sulle acque, e noi lo avremmo?
Non è poi così scontato il gesto di Pietro, nasce certo dal suo amore per Gesù, dal suo desiderio di seguirlo, ma anche un po’ dalla sua audacia e capacità di rischiare.
Anche questo esige la fede, un cuore che sia ardente, innamorato, ma anche un po’ “spericolato”,
pronto a buttarsi nelle imprese più impensate e fuori dall’ordinario,
proprio come il camminare sulle acque.
E finché il cuore è capace di questa audacia allora va e non affonda,
ma quando si impadronisce di noi la razionalità che tutto vuole misurare e circoscrivere ecco che cominciamo ad affondare, l’acqua non ci regge più,
sentiamo tutto il peso della nostra umanità e andiamo a fondo, ma……….
Gesù è lì, solo che abbiamo l’umiltà di chiedere aiuto,
l’onestà di ammettere il limite,
la piccolezza di chi sa consegnarsi ancora, pronto a ricominciare di nuovo con rinnovato slancio.
Lui ci salva, ci tira fuori dalle acque e ci dice: “perchè hai dubitato?”
Beh! a questa domanda ognuno di noi deve rispondere con sincerità nel suo cuore.

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