Meditazione della settimana (29 giugno – 5 luglio)

Ma quando Dio, che mi scelse fin dal seno di mia madre e mi chiamò con la sua grazia, si compiacque di rivelare in me il Figlio suo perché lo annunciassi in mezzo alle genti, subito, senza chiedere consiglio a nessuno, senza andare a Gerusalemme da coloro che erano apostoli prima di me, mi recai in Arabia e poi ritornai a Damasco. (Gal. 1, 11-20)

E Gesù gli disse: «Beato sei tu, Simone, figlio di Giona, perché né carne né sangue te lo hanno rivelato, ma il Padre mio che è nei cieli. E io a te dico: tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa e le potenze degli inferi non prevarranno su di essa. A te darò le chiavi del regno dei cieli: tutto ciò che legherai sulla terra sarà legato nei cieli, e tutto ciò che scioglierai sulla terra sarà sciolto nei cieli». (Mt. 16, 13-19)

Pietro e Paolo uniti da una stessa certezza:
quella di essere stati scelti, chiamati e voluti fin dal seno materno per un destino di gloria,
per un disegno grande che sempre li supera, li sorprende, li entusiasma
e li realizza in pienezza.
Loro sono le colonne della Chiesa,
sono due fari che illuminano,
due esempi che incoraggiano e invitano anche a noi a metterci in ascolto,
a lasciarci svelare, giorno dopo giorno, qual è il nostro destino di gloria.
Ognuno ha il suo
beat noi se sapremo rispondere con lo stesso slancio e prontezza!

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