Epistolario Santa Teresa (21)

La s. Madre pur essendo la fondatrice e la guida carismatica del Carmelo riformato, tuttavia sa chiedere consiglio ai Padri di cui ha fiducia e stima, e anch’essi fanno lo stesso con lei. Più si è grandi e ricchi di doni e talenti e più si sa essere umili.
La lettera seguente ne è una splendida prova.

AL PADRE GIROLAMO GRACIAN, A TOLEDO (? )

Frammento. È un interscambio di pareri tra il Gracian (visitatore) e la Santa (fondatrice). Gracian scrive i suoi «punti di vista» in una colonna della pagina, lasciando in bianco la colonna di fronte per la risposta della Santa. Ci resta solo una parte dei punti trattati e non vi è corrispondenza esatta tra le due colonne, tra le proposte del Gracian e le risposte della Santa. Il tema della consultazione è duplice: un caso concreto del Carmelo di Segovia e una norma generale da fissare per ammissione delle postulanti. Nel suo incarico di visitatore il Graciàn (Eliseo) si è incontrato in questo caso, a suo parere, anomalo: la Madre Teresa (Lorenza) ha promesso di ammettere una postulante senza chiederle la dote, mentre questa poteva portarla. Dal caso episodico il Graciàn vuole passare ad una norma giuridica… Ma nella consultazione precedevano altri interrogativi. La prima parte della risposta teresiana allude ad essi, come per esempio, ai criteri del Graciàn sul modo di visitare i Carmeli. Il biglietto è di datazione difficile; manteniamo quella del Padre Silverio. Diamo il testo in due colonne: a sinistra, quello del Graciàn; a destra, quello della Santa.

DOMANDA 1. Gracian

Si domanda se si può ricevere senza dote una postulante a cui Lorenza ha offerto l’ammissione gratis, quando può portarla. A Eliseo sembra di no, perché i superiori non sono padroni dei beni del convento, ma solo amministratori. Si consultino al riguardo i dotti e si vedrà che è così.
Oh, quanto avranno da mormorare!
Rispondo: Posto che ciò torni a maggior servizio di Dio, mormorino pure: in Segovia si conosce la povertà di quella casa, eppure si riceve chi non ha dote, com’è avvenuto per quella a cui ora si è dato l’abito, perché chi la ha non ha bisogno di esenzione.
E l’onore di Lorenza che ha impegnato così la sua parola? Lorenza risponda di avere un superiore che deve darne l’ordine e ch’ella ormai non ha nulla a che vederci. E per quanto riguarda il maggior servizio di Dio, Lorenza sappia che, benché ella vi sia in mezzo, ciò non riveste per me alcuna importanza, perché preferisco una piccola filaccia dell’onore del mio Gesù e un tantino di quello della Vergine Maria, Signora mia e Madre dell’anima mia, che centomila Lorenze.
Allora, come si deve fare? Dobbiamo intavolare questioni? Quei benedetti licenziati Herrera e altri amici che son lì lo faranno a tempo opportuno autorizzando la cosa, e Dio che sa come si tratti di beni di poveri, la sistemerà.
Risposta 1. La santa

.. I secolari, quando si tratta d’interessi, tengono ben poco conto della ragione. Così è di questa madre priora che, abituata all’abbondanza di Pastrana, è rimasta con ben scarso spirito di povertà: io ne sono stata afflitta, come lo sarò ogni volta che debba constatare un fatto simile, perché queste case, grazie a Dio, sono state fondate solo con la fiducia in Lui; pertanto temo che, cominciando a riporre la nostra fiducia in mezzi umani, ci mancherà qualcosa di quelli divini. Non dico questo nei riguardi di tale affare, ma so che non metterebbe sua figlia qui se non fosse così. Gli dobbiamo, però, talmente poco che questa deve essere la volontà di Dio. Il modo di visitare le Scalze è quello insegnato da Dio. Sia benedetto per tutto.

Domanda 2. Gracian

Incertezza generale: Se conviene ordinare a Lorenza che d’ora in avanti non dia parola di ricevere nessuna religiosa senza informarne Eliseo. E questo sia detto in tutti i conventi, per non vederci nella necessità di compiere la parola da lei data. Ed Eliseo impegna la sua davanti al suo Signore di non dar mai l’autorizzazione a nessun fine che non risponda al suo volere e al suo piacere.
Lo dico perché ora in quella casa di Segovia abbiamo dato l’abito a una postulante che, anche se di buon aspetto, non avrà mai nulla più di questo. La casa è assai povera, ci sono molte religiose e ben poche entrate. Anche negli altri monasteri, sebbene vi sia grande santità, non c’è molta roba. E se poi Lorenza crede a qualunque confessore, e per il fatto di confessarsi una o due volte dai padri della Compagnia, già con questo resta giustificata, in seguito potrebbe essere causa di molto male, perché è preferibile una buona speranza a un cattivo possesso.

Risposta 2, 3. La Santa

Vostra paternità non ha bisogno di ordinarmelo, perché lo ritengo già come un ordine e agirò così. In verità mi farà piacere liberarmi da questa fatica, sennonché temo che in alcune case ci sia più avidità di quanto io vorrei; e piaccia a Dio che non ingannino vostra paternità più di me. Credo che soprattutto questo mi abbia contristata. E, per quello che posso capire di me, ero decisa, anche se vostra paternità non fosse stato il superiore, a non accogliere nessuna senza dirlo a lei, vicino che fosse o anche, credo, lontano. È impossibile indovinarla in tutto. Il tempo sarà maestro, e, se andiamo a caccia di doti, peggio per noi.

Questa è l’informazione della priora. Quando io mi ritengo molto informata, ciò serve al bene delle case e dei loro affari. Non so come si possa dir questo. Dio lo accetti e ci dia la sua luce perché d’ora in poi si riesca a far meglio. Ma non faccio che discolparmi! Il peggio è che sono posta a gran cimento da chi ho detto.

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