Epistolario Santa Teresa (15)

Eccovi un’altra lettera in cui ancora una volta possiamo cogliere il lato profondamente umano di s. Teresa,
ma sempre unito a quello più spirituale.
Infatti se da una parte dimostra affetto e preoccupazione per i suoi familiari
e le loro vicende, dall’altro non tralascia mai di elevarli ad un livello superiore, invitandoli a non rimanere nelle gioie di questo mondo, spesso caduche e transitorie, ma ad aspirare a quelle più spirituali ed eterne.

A DONNA GIOVANNA DE AHUMADA, AD ALBA

Vive un momento di intensa emozione: « Oggi» stesso ha saputo del ritorno dei suoi fratelli dall’America e della morte di tre familiari nel lungo viaggio. La gioia prevale sul dolore. Scrive ed «invia alcune cosucce» agli arrivati da poco. Deve attendere tre giorni prima che essi arrivino a Siviglia. Presente e vive il dolore e la gioia di Giovanna e programma per lei l’incontro con Lorenzo. Scriverà nuovamente «.più a lungo». È a Siviglia dalla fine di maggio. La fondazione è molto travagliata. Siamo in piena estate andalusa: «Il tempo è molto cattivo da queste parti».

Siviglia, 12 agosto 1575

Gesù. La grazia dello Spirito Santo sia con lei, amica mia, e le permetta di godere della presenza dei suoi fratelli che, gloria al Signore, sono già a Sanlùcar. Hanno scritto oggi qui al canonico Cueva y Castilla, perché lo si facesse sapere al signor Giovanni de Ovalle ad Alba e a me ad Avila, dove pensano ch’io sia. Credo che si rallegreranno molto di trovarmi qui. Ma tutte le gioie di questa vita si accompagnano a pene, affinchè non ci avvenga di bearci in esse.
Sappia, infatti, che è morto santamente al Nome di Dio il buon Girolamo de Cepeda, e arriva Pietro de Ahumada a cui, secondo quanto mi hanno detto, è morta la moglie. Non c’è motivo di affliggersene, perché conoscevo la sua vita. Da molto tempo praticava l’orazione, e la sua morte è stata tale da lasciare tutti pieni di meraviglia, a quanto mi dice chi me la ha comunicata.
Gli è morto anche un altro bambino; ne conduce tre con Teresita. Essi stanno bene, grazie a Dio. Oggi scrivo e mando loro alcune piccole cose.
Mi dicono che arriveranno qui fra due o tre giorni. Pensando alla loro gioia, sono felice che mi trovino così vicina. Sono ammirata di come opera Dio, conducendomi ora qui quelli che sembravano tanto lontani. Oggi ho scritto al nostro padre Graciàn a Madrid; questa lettera segue la stessa via, che è ben sicura: loro sapranno la notizia al più presto possibile. Non piangano per colui che sta in cielo, ma rendano grazie al Signore di aver fatto venire questi altri.
Mi sembra che il signor Giovanni de Ovalle non debba mettersi in viaggio finché io non parli a mio fratello, sia perché il tempo è assai cattivo da queste parti, sia perché bisogna aspettar di sapere se ha affari che lo tratterranno qui. Se, infatti, dovesse fermarsi molto, forse vorrà che venga anche lei, per rientrare poi tutti insieme. Io presto le scriverò di nuovo e dirò a mio fratello come abbia impedito a Giovanni de Ovalle di venire; intanto il tempo diventerà più mite. Dia i miei auguri al signor Giovanni de Ovalle e lo preghi di considerare questa lettera come sua.
Sappia anche che al padre Graciàn hanno dato autorità su tutti gli Scalzi e le Scalze di qua e di là; non ci poteva accadere nulla di meglio. Egli è una persona eccellente, come le avrà potuto dire il signor Antonio Gaytàn, che la prego di salutare vivamente da parte mia, aggiungendo che consideri questa lettera come sua, perché non posso scrivere di più; mi ricordi anche molto alla madre priora e a tutte. Veda da parte mia la signora marchesa e dica a sua signoria che sto bene; esprima i miei auguri a donna Mayor per l’arrivo del signor Pietro de Ahumada, che mi pare fosse un suo devoto servitore; a tutte dica molte cose, ed invii queste notizie alla madre priora di Salamanca, annunziandole che il Signore le ha già condotto un’altra sorella.
Sua Maestà mi conservi vostra grazia, mia signora. Le ripeto che le scriverò lungamente; ci sono ragioni perché stia in pace e lieta.

Oggi è il 12 di agosto.

Nella lettera che ho scritto ora perché lei me la invii, ho posto la data del 10, mentre mi sembra che sia il 12, giorno di santa Chiara. Se capitasse là il padre Graciàn, tutta la cortesia e l’affetto che gli dimostrerà sarà come dimostrarli in sommo grado a me.
La serva di vostra grazia,
Teresa di Gesù.

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