Novena a San Giuseppe (5)

V GIORNO 

“Dio mi conduceva per la via del timore, per cui quando mi dicevano che ero vittima del demonio, ricadevo nelle mie antiche paure, senza rassicurarmi mai del tutto. Insomma, m’ispirassero timore o sicurezza, gli uomini non ottenevano che io dessi più retta a loro che a quanto Dio mi metteva nell’anima. Così, per quanto quell’uomo di Dio (Pietro d’Alcantara) mi abbia confortata e consolata, non gli detti così ascolto da liberarmi del tutto dai miei timori, specialmente quando il Signore mi abbandonava fra le pene di spirito che ora dirò. Tuttavia, ripeto, rimasi molto contenta e non cessavo di ringraziare il Signore e il mio glorioso Padre San Giuseppe, per parermi che fosse stato lui a far venire da me quel santo uomo che era Commissario Generale della Custodia intitolata al suo nome. A San Giuseppe mi ero molto raccomandata, non meno che alla intercessione di nostra Signora. Mi accadeva talvolta – come anche adesso, benché più di rado, – di trovarmi in così gravi angosce di spirito e in torture di corpo così vive da non saper cosa fare. Quando ero esente da pene di spirito, anche se i dolori fisici erano più gravi, li sopportavo allegramente. Ma se mi venivano tutti insieme, era un vero martirio. Allora dimenticavo le grazie ricevute, delle quali mi rimaneva solo un ricordo come di un sogno lontano che accresceva la mia pena. L’intelligenza si offuscava, mi dibattevo fra mille dubbi ed ansietà, sino a parermi di non aver saputo comprendere quello che era avvenuto in me, e che forse era tutto illusione. E pensavo: perché trarre in inganno anche gli altri? Non bastava che fossi ingannata io sola? E mi pareva di essere così perversa da credere che tutti i mali e le eresie del mondo fossero effetto dei miei peccati.
Or ecco che un giorno, dopo la comunione, il Signore mi ordinò decisamente di far di tutto per attuare quel disegno (la fondazione di un monastero), assicurandomi che il monastero si sarebbe fondato e che Egli vi avrebbe trovato le sue delizie. Dovevo dedicarlo a San Giuseppe, il quale avrebbe vegliato una porta, nostra Signora l’altra, mentre Egli sarebbe stato con noi: così il monastero avrebbe brillato come stella di vivissimo splendore. Mi disse inoltre che sebbene le Religioni siano rilassate, non si deve però credere che Egli vi sia poco servito. Che sarebbe del mondo se non vi fossero i religiosi? E mi comandò di manifestare i suoi ordini al mio confessore, dicendogli che Egli lo pregava di non opporsi e di non frammettere ostacoli.” (s.Teresa)

PREGHIERA

A te o beato Giuseppe, stretti dalla tribolazione ricorriamo
E fiduciosi invochiamo il tuo patrocinio insieme a quello della tua santissima sposa.
Per quel sacro vincolo di carità che ti strinse all’Immacolata Vergine Madre di Dio
E per l’amore paterno che portasti al fanciullo Gesù,
riguarda, te ne preghiamo, con occhio benigno la cara eredità che Gesù Cristo acquistò col suo Sangue
e col tuo potere e aiuto soccorri i nostri bisogni.
Proteggi, o provvido custode della divina famiglia, l’eletta prole di Gesù Cristo.
Allontana da noi, o padre amantissimo, la peste di errori e di vizi che invade il mondo;
assistici propizio dal cielo in questa lotta col potere delle tenebre, o nostro fortissimo protettore
e come un tempo salvasti dalla morte la minacciata vita del bambino Gesù,
così ora difendi la santa chiesa di Dio dalle ostili insidie e da ogni avversità
e copri ciascuno di noi col tuo continuo patrocinio,
affinché col tuo esempio e il tuo soccorso
possiamo virtuosamente vivere, piamente morire
e conseguire l’eterna beatitudine in cielo. Amen

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