Novena a San Giuseppe (4)

IV GIORNO 

“ Se la mia parola potesse essere autorevole, ben volentieri mi dilungherei nel narrare dettagliatamente le grazie che questo Santo glorioso (s. Giuseppe) ha fatto a me e ad altri, ma per non varcare i limiti che mi furono imposti, in molte cose sarò più breve di quanto vorrei, e in altre più lunga del bisogno: insomma, come colei che ha poca discrezione in tutto ciò che è bene. Chiedo solo per amore di Dio che chi non mi crede ne faccia la prova, e vedrà per esperienza come sia vantaggioso raccomandarsi a questo glorioso Patriarca ed essergli devoti. Gli devono essere affezionate specialmente le persone di orazione, perché non so come si possa pensare alla Regina degli angeli e al molto da lei sofferto col Bambino Gesù, senza ringraziare San Giuseppe che fu loro di tanto aiuto. Chi non avesse maestro da cui imparare a far orazione, prenda per guida questo Santo glorioso, e non sbaglierà. Piaccia a Dio che non abbia sbagliato io nell’arrischiarmi a parlarne, perché sebbene mi professi sua devota, tuttavia nel modo di servirlo e imitarlo sono piena di difetti. Egli, da quegli che è, mi ha dato di alzarmi da letto, raddrizzarmi e camminare; e io, da quella che sono, l’ho ripagato con usar male la sua grazia.
Chi avrebbe detto che sarei ricaduta così presto dopo tante grazie di Dio, dopo di aver ricevute tante virtù che m’incitavano di per se stesse a servirlo, dopo di essermi veduta quasi morta e in gran pericolo di dannarmi, dopo di essere risuscitata anima e corpo con grande meraviglia di quanti mi videro? E cos’è questo, o Signore? Perché dobbiamo vivere in mezzo a tanti pericoli di offendervi? Mentre scrivo queste cose, mi pare, per vostra grazia e misericordia, di poter dire anch’io come San Paolo, sebbene non con la stessa perfezione: ” Non son più io che vivo, ma Voi, mio Dio, che vivete in me”. E lo giudico dal fatto che da vari anni a questa parte Voi mi reggete con la vostra mano, come vedo dai desideri e dai propositi che ho di non far nulla contro la vostra volontà: desideri e propositi che in questi anni ho attuato in varie cose. Certo che, senza accorgermi, vi offendo ancora. Però, mi sembra di essere dispostissima a nulla tralasciare di quanto mi si presenti di fare per amor vostro, come già in alcune cose mi avete dato di riuscirvi. Non amo il mondo, né cosa alcuna che gli appartenga; nulla mi soddisfa di ciò che non viene da Voi: tutto il resto mi è pesantissima croce. Ben mi posso ingannare, e forse questi miei sentimenti non sono sinceri; ma Voi sapete, o mio Dio, che a me non sembra di mentire. Temo, e a ragione, che mi abbandoniate di nuovo, perché conosco fin dove arrivi la mia poca virtù e valentia se Voi non continuate a infondermi fortezza, aiutandomi a non lasciarvi. Vi piaccia di non abbandonarmi, specialmente ora che quanto ho detto di me mi sembra vero! Non so come si desideri tanto di vivere, essendo tutto così incerto. Mi sembrava impossibile abbandonarvi del tutto, o Signore! Ma siccome vi ho lasciato tante volte, non posso a meno di temere, sapendo bene come bastava che Voi vi scostaste un poco perché subito ruzzolassi per terra. Ma siate per sempre benedetto, perché mentre io vi abbandonavo, Voi non mi lasciavate mai così del tutto da non stender subito la mano affinché mi rialzassi. E spesso io, invece di accettarla, la rigettavo, non volendo intendere la vostra voce che di nuovo mi chiamava”. (s. Teresa)

PREGHIERA

Signore nostro Dio,
fonte di gioia per chi cammina nella tua lode,
per la preghiera di s. Giuseppe,
donaci un cuore semplice e docile,
a immagine del tuo Figlio,
per divenire discepoli della Sapienza
e compiere solo e tutto ciò che a te piace. Amen
(p. Anastasio card. Ballestrero)

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