Meditazione della settimana (26 – 31 gennaio)

Gesù mentre camminava lungo il mare di Galilea, vide due fratelli, Simone, chiamato Pietro,
e Andrea suo fratello, che gettavano le reti in mare;
erano infatti pescatori.
E disse loro: «Venite dietro a me, vi farò pescatori di uomini».
Ed essi subito lasciarono le reti e lo seguirono.
Andando oltre, vide altri due fratelli, Giacomo, figlio di Zebedèo,
e Giovanni suo fratello, che nella barca, insieme a Zebedeo loro padre, riparavano le loro reti, e li chiamò.
Ed essi subito lasciarono la barca e il loro padre e lo seguirono. (Mt. 4, 12-17)

Questa scena non è qualcosa di accaduto più di duemila anni fa e cristallizzato lì,
ma è una scena che ogni giorno si ripete.
Gesù cammina lungo le strade della nostra vita, ci vede affaticati, impegnati, indaffarati, un po’ frenetici e ci chiama.
A ognuno dice: “Venite dietro a me, ti farò pescatore di uomini,
ossia ti renderò capace di accorgerti del fratello che ti passa accanto,
ti insegnerò ad amare, a servire, a dare la vita
come ho fatto Io”.
Ciò comporta un distacco, un prendere un po’ le distanze dal proprio habitat, dal proprio ambiente familiare, per spingersi fuori, verso gli altri, decentrandosi un po’ e lasciando che Gesù diventi il centro della nostra persona, così che possa vivere in noi e con noi, in stretta comunione e armonia.
Gesù ci sta guardando,
la sua proposta è per tutti, personalizzata, “ad hoc” per ciascuno,
non sia mai che non trovi in noi risposta!

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