Meditazione della settimana (12 – 18 gennaio)

«Ecco il mio servo che io sostengo,
il mio eletto di cui mi compiaccio.
Ho posto il mio spirito su di lui;
egli porterà il diritto alle nazioni.
Non griderà né alzerà il tono,
non farà udire in piazza la sua voce,
non spezzerà una canna incrinata,
non spegnerà uno stoppino dalla fiamma smorta;
proclamerà il diritto con verità. (Is. 42, 1-4)

Qui abbiamo in poche righe la descrizione del Servo del Signore, nel senso del suo “uomo di fiducia”.
Questo è l’uomo di cui Dio si compiace , l’uomo che sa portare nel mondo la forza
e il diritto che vengono da Dio
custodendo e proteggendo la debolezza, avendo cura della fragilità e precarietà.
Come sarebbe facile in un attimo spazzare via tutto,
fare piazza pulita di tutto ciò che è lì debole e malandato,
di nessun conto, di nessun aiuto o utilità,
ma no!!
Il Servo del Signore, Colui che sa di essere sostenuto da Dio, rivestito della sua potenza, guardato con benevolenza e ammirazione da Dio, cosa fa?
O meglio cosa non fa?
Non grida, non alza la voce, non spezza, non spegne…..in una parola
non uccide la vita, anche se debole, fragile e malandata
e proprio così facendo proclama il diritto con verità.
Come siamo distanti da questa logica,
noi così tentati dal seguire la legge del più forte, del più veloce, del più abile,
del più furbo e scaltro,
sempre a scapito di chi è più lento, debole, malato, povero,…….
Beh il Servo del Signore è lì per insegnarci come fare
forse possiamo tutti prendere qualche lezione!

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