Novena di Natale nono giorno

OLYMPUS DIGITAL CAMERA24 dicembre

Nascerò perseguitato perché tu sappia accettare le difficoltà

Forse non abbiamo mai pensato abbastanza che nel giorno di Natale, unico in tutto l’anno, noi celebriamo insieme la nascita di nostro Signore e la sua passione e morte. Secondo il mondo questo modo di comportarsi è strano, chi nel mondo vuol piangere e rallegrarsi nello stesso tempo? E per la stessa ragione?
Infatti o la gioia viene dominata dall’afflizione o l’afflizione viene scacciata dalla gioia, ed è per ciò soltanto in questi misteri cristiani che noi possiamo gioire e piangere nel medesimo tempo e per la stessa ragione.
Ma pensate un po’ al significato di questa parola: pace. Non vi sembra strano che gli Angeli annuncino la pace quando il mondo è incessantemente colpito dalla guerra o dal timore della guerra? Non vi pare che le voci angeliche si sbaglino? Però il Signore stesso ha detto “Vi do la mia pace”, ma ha aggiunto: “non come la dà il mondo”.
Ecco quindi come in un sol giorno noi contempliamo e ricordiamo questo mistero della nascita, della Pasqua e dell’Eucarestia che insieme le fa vibrare. Ma questi tre momenti di un unico mistero si scaricano sul martire, sul testimone, sull’uomo, su di noi, ecco perché, proprio all’indomani del Natale, la Chiesa ricorda il suo primo martire S. Stefano. (Mons. Zaccheo)

Verbo eterno, facci testimoni che nascono contemplandoti e vivono proclamandoti, Aiutaci a testimoniarti non solo quando salmodiamo ma anche quando viviamo, affinché tutti sappiamo che tu sei argomento meraviglioso. Amen

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