Novena di Natale secondo giorno

OLYMPUS DIGITAL CAMERA17 dicembre

Nascerò uomo perché tu possa essere “dio”

Immerso e vivo come tutti nel fluire delle generazioni, Gesù sembra un assorbito dalla carne e dal sangue; i suoi più vicini, quando comincerà le opere del Padre diranno: “Ma costui non è il figlio del carpentiere? I suoi non sono tutti qui tra noi?” e si scandalizzeranno di Lui; i suoi avversari gli contesteranno: “Tu, che sei uomo, ti fai Dio”.
Il peso dell’umano anzi gli si serrerà addosso sempre di più fino al momento di soffocarlo nella morte. Ma la morte giunta per mano d’uomo non ha assorbito Cristo. Al contrario Cristo “unico tra i miliardi”, come l’ha definito Giovanni Paolo II, vince la morte e rende possibile il nostro desiderio originario che “il mortale sia assorbito dalla vita”.
La storia cammina in avanti e l’uomo degli uomini, il figlio dell’uomo per eccellenza, è al culmine e attende. Dobbiamo continuare ad accorgerci che è venuto uno il quale di sé disse: “Io sono di lassù” e di noi: “Voi siete di quaggiù”, ora siamo come siamo, proiettati da quella condizione arcaica, fin nella realtà di Cristo, colui che porta in sé il “sigillo” di Dio e nel quale abita corporalmente tutta la pienezza della divinità. Ormai l’uomo potrà perfino confrontarsi con “l’inevitabilità della morte” sapendo di esserle superiore; e la genuina coscienza del sentirsi uomo gli canterà nel cuore come beatitudine di essere “un finito che appartiene all’infinito”

Ti ringrazio Signore perché hai voluto discendere da Abramo e Davide, nostri fratelli nella fatica e nella fragilità. Rendici fedeli a Te, come Tu sei fedele a noi, perché diventiamo progenie santa. Amen

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