18 Novembre – Ottava di s. Martino

L’anno scorso in occasione del 18 Novembre, ottava di s. Martino,
pubblicammo la relazione n. 35 di s. Teresa nella quale racconta della grazia ricevuta,
grazia che segnò per lei l’ingresso nel matrimonio spirituale e che le durò fino alla fine della vita.
Durante questi ultimi 7 anni circa lei visse con la presenza della Trinità in sé,
e percepì come esperienzialmente vere le parole di s. Giovanni:
Se uno mi ama, osserverà la mia parola e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui” (Gv. 14, 23)

N. 54 Siviglia (1575)

Una volta ero raccolta con la compagnia che porto sempre nell’anima. Dio mi sembrava così presente che mi ricordai di ciò che disse San Pietro: Tu sei il Cristo, figlio di Dio vivo, perché mi stava vivo nell’anima. Questa presenza non è come nelle altre visioni: essa fortifica la fede in tal modo da non poter affatto dubitare che la Santissima Trinità sia nelle anime nostre per presenza, per potenza e per essenza. verità di grandissimo vantaggio a chi l’intende. Siccome ero tutta confusa nel vedere sì eccelsa Maestà in una creatura tanto vile come l’anima mia, intesi dirmi così: « Non è vile, figliuola, perché è fatta a mia immagine » intesi pure qualche cosa per cui Dio si compiace di più delle nostre anime che non delle altre creature; ma sono ragioni così sublimi che non so affatto manifestare, nonostante che l’intelletto le abbia subito comprese.

N. 56 Siviglia (1575)

Una volta, mentre ero con la presenza delle tre divine Persone che porto nell’anima, Esse mi si fecero vedere in una luce così viva da non più avere alcun dubbio che Dio vivo e vero fosse in me. Intesi delle cose che ora non saprei ripetere, e segnatamente perché si fosse incarnata la Persona del Figlio e non le altre, ma ora non saprei dirne una parola, sono cose che passano nell’anima con tanta segretezza che l’intelletto sembra percepirle alla maniera di una persona addormentata o semisveglia riguardo a quello che le si dica. Pensando poi alla miseria di questa vita che ci impedisce di star sempre in quell’ammirabile compagnia, andavo dicendo tra me: « Signore, datemi qualche mezzo per poterla sopportare! ». Ed Egli: « Pensa, figliuola, che dopo morte non mi potrai più servire come ora. Mangia per me, dormi per me, quello che fai fallo per me, come se non vivessi più per te, ma solo per me. Così diceva San Paolo ».

Che meraviglia i Santi!! Stiamocene in loro compagnia per godere con loro delle grandezze di Dio

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