14 Novembre Tutti i Santi del Carmelo

Oggi la famiglia del Carmelo è in festa, ricorda tutti i suoi Santi, ringrazia della loro vita e dei loro esempi e si sente continuamente stimolata ad una sequela sempre più vera e profonda.

Ma lasciamo la parola s. Teresa, che, come nostra Madre ci sprona e ci incoraggia: noi che portiamo questo sacro abito del Carmine siamo chiamate all’orazione e alla contemplazione perché in ciò è la nostra origine e siamo progenie di quei santi Padri del monte Carmelo che in grande solitudine e nel totale disprezzo del mondo cercavano questa gioia, questa preziosa margherita (della contemplazione). Ricordiamoci invece dei nostri Padri, di quei santi eremiti di altri tempi, di cui pretendiamo di imitare la vita!

Quanti e quali dolori soffrirono essi nella loro solitudine! Teniamo pre­senti i nostri veri fondatori, che sono quei santi Padri dai quali discendiamo e che, come sappiamo, giunsero al go­dimento di Dio per la strada della povertà e dell’umiltà.

Sento  dire alle volte, quando si parla del principio degli Ordini religiosi, che Dio faceva maggiori grazie a quei nostri antichi santi, perché dovevano essere di fondamento. Sì, è vero, ma non si deve dimenticare che, rispetto a  coloro che verranno dopo, sono pure di fondamento, quelli che vivon oggi. Se noi di oggi conservassimo il fervore degli antichi, e altrettanto facessero i nostri successori, l’edifizio si manterrebbe sempre saldissimo. Che mi giova avere antecessori santi, se io sono così misera, da rovinare l’edificio con le mie cattive abitudini, giacché è evidente, che i nuovi venuti più si modellano su quelli che vedono, che non su quelli passati da molti anni? Curioso davvero che ne incolpi il fatto di non essere stata delle prime!  Perché non pensare, piuttosto, che la mia vita e le mie virtù, sono molto diverse da quelle di coloro a cui Dio faceva tali grazie?

Chi vede il proprio Ordine andar perdendo in qualche cosa, procuri di divenire pietra così forte da rialzare l’edifizio.

E il Signore l’aiuterà.

Vi supplico, per amor di Dio, d’aver sempre in mente la rapidità con cui tutto finisce, la grazia che il Si­gnore ci ha fatto nel chiamarci in quest’Ordine e il ter­ribile castigo che si attirerebbe in capo chi cominciasse ad introdurre qualche rilassamento. Si fissino gli occhi sulla stirpe dì quei santi Profeti da cui discendiamo. Quanti santi, in cielo, portano il nostro abito! Abbiamo la santa presun­zione di renderci, con la grazia di Dio, non da essi dissi­mili! La lotta è breve, sorelle mie, e la ricompensa eterna. Trascuriamo queste cose terrene, che sono un nulla, per oc­cuparci di quelle che più ci avvicinano al fine che non ha fine, e meglio ci aiutano ad amare e a servire, Colui che vivrà per tutti i secoli”. (cfr. s. Teresa di Gesù MV 1, 2; Cam. 11, 4; Fond. 14, 4; 4, 6.7; 29, 33)

Ecco la grande lezione che ci danno i Santi: in ogni tempo e in ogni epoca faticosa e difficile che sia, noi siamo chiamati a diventare fondamento per chi verrà dopo, abbiamo l’enorme responsabilità di consegnare ai posteri un mondo migliore di quello che abbiamo trovato. Le difficoltà del presente non ci autorizzano e non ci giustificano da eventuali inadempienze o ritardi, ma, sempre con s. Teresa, noi cominciamo ora. Procuriamo sempre, d’incominciare e d’andare innanzi di bene in meglio. (cfr. Fond. 29, 32)

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