Meditazione della settimana (20-26 ottobre)

Gesù disse ai suoi discepoli una parabola sulla necessità di pregare sempre senza stancarsi. (Lc. 18,1)

Quante volte ci lamentiamo che Dio non ascolta, che non esaudisce,
che non realizza le nostre richieste, ……………,
ma quanta capacità di attesa abbiamo?
Quanta capacità di perseveranza abbiamo?
Viviamo nella cultura del tutto e subito, della velocità, dell’immediatezza e facciamo fatica
a stare ai “tempi” di Dio che non sono i nostri.
Lui è un Dio paziente, sa aspettare i lunghi, anzi lunghissimi tempi, della nostra conversione e noi?
Tutto il tempo di attesa che ci propone, che ci fa vivere serve a far crescere la nostra fede, a purificarla, a fortificarla perché sappia affrontare le varie situazioni
e diventi davvero il sostegno e l’ossatura della nostra esistenza.
Ma, come si chiede Gesù: “Il Figlio dell’uomo quando verrà, troverà la fede sulla terra?” (Lc. 18, 8)
Parafrasando si potrebbe anche dire: quando ci esaudirà, ci troverà ancora desiderosi,
in attesa e aperti alla sua risposta?
Oppure la, per noi troppo lunga, attesa ci farà raffreddare e intiepidire,
così da non essere più aperti a Lui e al suo dono?

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