Novena a s. Teresa di Gesù (9)

IX GIORNO

Dalle “Testimonianze” delle sorelle a lei vicine.

Il giorno delle ricompense era vicino. L’ultima sua fondazione, quella di Burgos, più faticosa di tutte e molto contrastata, dette il tracollo alla sua salute già tanto cagionevole. Sentendosi vicina alla morte, di cui conosceva il giorno da 8 anni, si affrettò a tornare al suo primo monastero di Avila, ma giunta al monastero di Alba de Tormes, le forze non la ressero più e dovette mettersi a letto. Nelle sue frequenti aspirazioni ripeteva spesso questo grido commovente: “infine, Signore, io sono figlia della Santa Chiesa”.
Ecco come parla di quegli ultimi istanti la b. Anna di s. Bartolomeo, sua fedelissima segretaria e indivisibile compagna. “Da due giorni non mi staccavo un momento da lei. Chiedevo alle monache che mi portassero quello che mi occorreva, e io glielo davo, perché, standomene lì, vedevo di farle piacere. Il giorno in cui morì, stette fin dal mattino senza poter parlare. Alla sera, il p. Antonio di Gesù che l’assisteva, mi ordinò di andare a mangiare qualche cosa. Essendomene andava, la Santa non stava ferma guardava qua e là. Il Padre le chiese se desiderasse di me. Fece dei segni che volevano dire di sì. Mi chiamarono subito, e quando mi vide, sorrise, mi mostrò grazia e amore, prese le mie mani fra le sue e posò la sua testa fra le mie braccia. La tenni così finchè spirò restando io più morta di lei. Era così accesa di amore che pareva non vedesse l’ora di uscire dal corpo per andare dal suo Sposo. Il Signore, vedendo la mia poca pazienza nel sopportare tanto dolore, mi si dette a vedere ai piedi del letto. Era circonfuso di maestà e veniva in compagnia dei beati a prendere l’anima della sua serva. Questa visione gloriosissima durò soltanto un credo, ma valse a cambiare la mia pena in una grande rassegnazione, tanto che subito domandai a Dio perdono dicendogli: “Signore, anche se per mia consolazione Vostra Maestà volesse lasciarmela, ora che ho visto la sua gloria, vi chiedo di non lasciarla neppure un istante”. Appena terminate queste parole, ella placidamente spirò e a guisa di colomba andò a godere il suo Dio”
Si vide infatti una colomba uscire da lei e prendere il volo verso il cielo. Un albero inaridito che cresceva sotto la finestra della cella si rinverdì all’istante coprendosi di fiori, mentre una luce straordinaria che si era fatta vedere fin dalle sere precedenti, apparve nella notte sopra il tetto del monastero.
Era il 4 ottobre 1582 e la Santa contava 67 ani di età e 49 di religione, dei quali 21 nella Riforma.
Il suo corpo riposa nella chiesa del monastero di Alba de Tormes circonfuso di soavissima fragranza. Fu beatificata da Paolo V il 24 aprile 1614 e canonizzata da Gregorio XV il 12 marzo 1622. Urbano VIII nel 1627, su domanda dell’Episcopato, del Re e di tutti i Signori di Spagna, la elevò a patrona del regno che le aveva dato i natali, infine Paolo VI il 27 settembre 1970 la proclamò Dottore della Chiesa.

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