Novena di Santa Teresa di Gesù (1)

Oggi comincia la novena in preparazione alla festa della nostra santa madre s. Teresa di Gesù (Avila 1515 – Alba de Tormes 1582) e, dato che ci stiamo preparando a festeggiare il V centenario della sua nascita nel 2015, vorremmo offrirvi ogni giorno un brano tratto dalla sua autobiografia per farvela apprezzare e conoscere meglio.

I GIORNO

……Mio padre amava molto la lettura dei buoni libri, e ne teneva diversi in lingua volgare perché li leggessero anche i suoi figli. Mia madre aveva cura d’insegnarci a pregare, e ci raccomandava di essere devoti della Madonna e di altri santi in particolare. Avevo sei o sette anni, quando in seguito a queste attenzioni l’anima mia si sentì portare alla pietà, indottavi specialmente dal non vedere nei miei genitori altro che incitamento alla virtù: essi, infatti, ne avevano molta.

Mio padre era di molta carità con i poveri e pieno di compassione con i malati e con i servi. Grandissima la sua pietà per gli schiavi: non volle tenerne in casa nessuno, e quando una schiava di suo fratello passò alcuni giorni da lui, la trattò come una figlia.

……..Anche mia madre era molto virtuosa e di grandissima onestà. Passò la vita in mezzo a molte malattie. Dotata di grande bellezza, non si vide mai che ne facesse caso. Morì di appena trentatrè anni……
Eravamo tre sorelle e nove fratelli. Grazie a Dio, tutti, io eccettuata, somigliavano in virtù ai genitori. Eppure io ero la più amata da mio padre.
I miei fratelli non mi distoglievano in nulla dal servizio di Dio. Io li amavo tutti, ed essi ricambiavano il mio affetto. Ve n’era uno che amavo più di tutti. Aveva quasi la mia età, e ci portavamo spesso a leggere insieme le vite dei santi.

Pensando agli strazi che le martiri avevano sofferto per Iddio, mi sembrava che noi comprassimo troppo a buon prezzo la sorte di andarlo un giorno a godere, e desideravo molto di morire anch’io come loro, benché non tanto per amore di Dio quanto per aver presto quei grandi beni che leggevo essere in cielo. E cercavamo insieme il mezzo per realizzare i nostri desideri. Decidemmo di recarci nella terra dei mori, elemosinando per amore di Dio, nella speranza che là ci decapitassero, tanto era il coraggio che il Signore infondeva nelle nostre tenere anime se ne avessimo trovato il mezzo. Ma la difficoltà più grave era di aver genitori. Grande la nostra impressione quando ci occorreva di leggere che le ricompense e le pene dell’altra vita sarebbero state senza fine. Ci fermavamo spesso in questo pensiero, e godevamo di ripetere frequentemente: Sempre! Sempre! Sempre! E così piacque al Signore che ne rimanessi tanto impressionata da concepire fin d’allora il più fermo proposito di non mai abbandonare il sentiero della verità.

Essendoci impossibile andare ove morire martiri per Iddio, pensammo di far vita da eremiti, e nel giardino di casa nostra facevamo del nostro meglio per costruire certi romitorietti con delle piccole pietre messe insieme, che cadevano quasi subito, per cui neppure in questo trovavamo di soddisfare i nostri desideri…..Ricordo che quando mia madre morì, avevo poco meno di dodici anni. Appena ne compresi la gran perdita, mi portai afflitta ai piedi di una statua della Madonna e la supplicai con molte lacrime a volermi fare da madre. Mi sembra che questa preghiera, fatta con tanta semplicità, sia stata accolta favorevolmente, perché non vi fu cosa in cui mi sia raccomandata a questa Vergine sovrana senza che ne venissi subito esaudita. Ella, infine, mi fece sua. (cfr. Vita cap. 1)

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