Novena del Carmine (9)

IX Giorno

Riflessioni mariane di don Giuseppe Pollano

La storia di Maria, nella sua pienezza, è tale indicibile succedersi e crescere del dono. In lei l’opera di Dio non subisce frattura: la donna si verginizza in Cristo del quale è Madre per opera dello Spirito, e la sequenza trinitaria la assume di passo in passo nella pienezza della vita. Si può affermare che tutte le sintesi si compiono in lei perché ciascuno dei Tre, il Dio Padre-Figlio-Spirito, esprime con un gesto che è di tutto Dio ed è di ognuno, l’assolutezza del possesso d’amore……

…..Così Maria, per la fede, realizza a perfezione la formula del vivere divino che immerge il credente nell’agàpe definitiva: “Chi sta nell’amore dimora in Dio”. Se l’uomo comune, ciò che siamo noi, può restare “l’uomo naturale” che “non comprende le cose dello Spirito” sì che esse “sono follia per lui”, ciò non accade alla persona che è Maria.

L’evento totale che si compie in lei non assomiglia in nulla agli eventi della fatalità, ossia a qualche cosa che accade in modo inesorabile e inevitabile. Al contrario: nell’opera di Dio ogni suo dono ci vuole trovare e ci trova più liberi del dono precedente: più la creatura si avventura nella divinità, più il suo passo è fatto di libertà. Perché quanto più si intensifica il dono di Dio tanto maggiormente si rivela la sua qualità propria che è la incommensurabile gratuità…….

…..Sempre più libera, sempre più consapevole, sempre più intimamente personale, Maria procede nella risposta alla chiamata; e tutto ha avuto inizio dal fatto che ella non ha evitato il Cristo e dunque ha consentito alla Trinità il compimento della predestinazione d’amore aprendo la pienezza della possibilità all’unico che poteva colmarla di futuro.

 Pioggia ristoratrice nella siccità prega per noi

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