Novena del Carmine (4)

IV Giorno

Riflessioni mariane di don Giuseppe Pollano

E’ umiltà rendersi conto che Dio è chino sulla nostra vita; è umiltà riconoscere che gli orizzonti di ciò che chiamiamo “il nostro io” sfumano, ci lasciano in solitudine, hanno bisogno che arrivi il Signore. Proprio da questa sensazione di sconfinatezza nasce il bisogno di preghiera che è soprattutto il tentativo di trovare una dimensione adatta al vuoto che non si sapeva di avere dentro di sé, anzi diventa lo sforzo di collocare in questo vuoto qualcuno, qualcuno che però abbia le qualità per farlo: il qualcuno a cui diamo nome Dio.

In Maria l’umiltà riempita da Dio traspare.

Maria ha intuito pienamente Dio e facendolo ha riassunto in un’esperienza traboccante di certezza il lungo cammino a cui siamo destinati: accorgerci di essere felici perché l’Assoluto ci guarda, sapere che siamo per lui e di lui, adattare a tale rapporto nuovo tutte le cose accadute in precedenza, penetrare nella condizione di umiltà; e in tutto ciò percepire che la nostra persona si sveglia, acquista dimensioni convincenti, può espandersi nell’esser sollevata-salvata in forza di Dio operante.

 Mistica stella del Monte Carmelo prega per noi

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