Venerdì Santo

Ci hai fatti, Signore risorto, candidati alla risurrezione.
Ma per risorgere, bisogna morire.
Per risorgere bisogna passare dall’incrocio del calvario.
La croce è il tuo mistero, la tua scelta.
Potevi salvarci in altro modo, hai voluto questo per te.
Per te, perché prima di me ci sei passato tu.
La croce era ignominia
e diventa mistero d’amore, crocevia dell’amore.

Oggi, sul cammino a volte doloroso,
voglio dirti”grazie!”
Grazie perché la croce mi aiuta a camminare
vincendo le presunzioni e con coraggio;
grazie perché scava oltre la superficie
e mi fa maturare in cristiano,
realizza la mia personalità, dandomi il vero senso della vita.

La croce non è un discorso luttuoso:
ci sei sopra tu,
che hai versato il tuo sangue fino all’ultima goccia.
Perciò, Signore, lascia che io ti preghi:
non permettere che ci sia un solo giorno nella mia vita
in cui non sappia assaporare la sapienza della croce,
che mi aiuta a costruire il cammino della libertà.
La tua croce sia per me ogni giorno la sorgente della gioia.
Dammi il coraggio di lasciarmi condurre a te,
oltre il passaggio obbligato verso la tappa finale,
la gioia più grande,
la gioia infinta della risurrezione.
Così sia

 Card. A. Ballestrero

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