Meditazione della settimana (10-16 febbraio)

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Allora uno dei serafini volò verso di me;
teneva in mano un carbone ardente che aveva preso con le molle dall’altare. Egli mi toccò la bocca e mi disse:
“Ecco, questo ha toccato le tue labbra, perciò è scomparsa la tua iniquità
e il tuo peccato è espiato”.
Poi io udii la voce del Signore che diceva:
“Chi manderò e chi andrà per noi?” E io risposi: “Eccomi, manda me! ”. (Is. 6, 6-8)

Quando si riceve un dono, quando si diventa consapevoli di essere portatori di una ricchezza,
si sente inevitabilmente il bisogno grande e impellente di portarlo agli altri.
Quando un dono è autentico ci rende automaticamente annunciatori,
ci apre agli altri con generosità, perché sentiamo urgente il bisogno di rendere ragione della speranza che portiamo dentro.
Allora nasce spontanea la risposta: “Eccomi, manda me!”,
come slancio che sgorga dal profondo del nostro essere, perché sentiamo che
gratuitamente abbiamo ricevuto e gratuitamente dobbiamo dare.
Questo moltiplica la gioia e crea e diffonde bene attorno a noi.
Quando invece ci chiudiamo su noi stessi e sentiamo la paura della condivisione,
allora forse sarà bene interrogarsi sull’autenticità del dono!!

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