17 gennaio – Giornata del dialogo tra cristiani ed ebrei

“La Chiesa crede che Cristo, la nostra pace, ha riconciliato gli Ebrei e i Gentili per mezzo della sua croce e dei due ha fatto una sola cosa in se stesso. Inoltre la Chiesa ha sempre davanti agli occhi le parole dell’Apostolo Paolo riguardo agli uomini della sua stirpe: “dei quali è l’adozione a figli e la gloria e i patti d’alleanza e la legge e il culto e le promesse, ai quali appartengono i Padri e dai quali è Cristo secondo la carne” (Rom. 9,4-5), figlio di Maria Vergine.

La Chiesa ricorda anche che dal popolo ebraico sono nati gli Apostoli, fondamenta e colonne della Chiesa e così quei moltissimi primi discepoli che hanno annunciato al mondo il Vangelo di Cristo.

Essendo perciò tanto grande il patrimonio spirituale comune ai cristiani e ad ebrei, questo sacro Concilio vuole promuovere e raccomandare tra loro la mutua conoscenza e stima, che si ottengono soprattutto dagli studi biblici e teologici e da un fraterno dialogo…….”      (dalla Dichiarazione conciliare Nostra Aetate).

La nostra sorella s. Teresa Benedetta della croce (Edith Stein) questo dialogo l’ha vissuto in prima persona nella sua famiglia, specialmente con la mamma, dopo la sua conversione a Cristo e l’entrata al Carmelo.

Per lei, però, l’essere arrivata a Gesù nella Chiesa Cattolica e nel Carmelo non ha mai significato rinnegare le sue origini. Anzi, il non averlo mai nascosto, ha voluto dire la coerenza e la volontà di condividere fino alla morte, nel campo di sterminio, la sorte del suo popolo.

Alcuni suoi pensieri possono far intuire con quale intensità di condivisione viveva nel suo quotidiano.

“Non si può neanche immaginare quanto sia importante per me, ogni mattina, quando mi reco in cappella, ripetermi, alzando lo sguardo al Cristo e all’effige della Madonna: erano del mio stesso sangue.”

“Avevo già sentito dire delle severe misure prese contro gli ebrei. In quel momento ebbi l’intuizione che Dio appesantiva di nuovo la mano sul suo popolo e che il destino di questo popolo era anche il mio.”

“Mi rivolsi al Redentore e Gli dissi che sapevo bene che era la sua croce che veniva posta sulle spalle del popolo ebraico: la maggior parte di esso non lo comprendeva, ma quelli che avevano la grazia di intenderlo avrebbero dovuto accettarla con pienezza di volontà a nome di tutti. Mi sentivo pronta e domandavo soltanto al Signore che m’illuminasse su ciò che dovevo fare.”

 Per approfondimenti consigliamo:

Edith Stein “Dalla vita di una famiglia ebrea”  ed. OCD

Susanna M.Batzdorf “Zia Edith. Eredità ebraica di una santa cattolica”   ed. OCD

Annalisa Margarino “In statu viae. La fenomenologia religiosa in E. Stein”   ed. OCD

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