27 settembre: anniversario della proclamazione di s. Teresa di Gesù a Dottore della Chiesa

“…Noi abbiamo riconosciuto il titolo di Dottore della Chiesa a s. Teresa di Gesù.
La vediamo apparire davanti a noi come donna eccezionale, come religiosa che, tutta velata d’umiltà, penitenza e semplicità, irradia intorno a sé la fiamma della sua vitalità umana e della sua vivacità spirituale, e poi come riformatrice e fondatrice di uno storico e insigne Ordine religioso e scrittrice genialissima e feconda, maestra di vita spirituale; contemplativa, incomparabile e indefessamente attiva. Com’è grande! Com’è unica! Com’è umana! Com’è attraente questa figura! “
Paolo VI

Per la prima volta nella Chiesa una donna ha ricevuto questo titolo, è avvenuto nel 1970.

Dai ricordi di p. Anastasio card. Ballestrero (1913 – 1998)
Ricordo un’udienza con Papa Giovanni, amabile come sempre; ad un certo punto il discorso venne su s. Teresa. Se ne mostrò conoscitore, dichiarò la sua ammirazione per lei e io, incoraggiato dalle sue espressioni gli dissi: “Santità, perché non fa s. Teresa di Gesù Dottore della Chiesa?”.
il papa rimase un momento sorpreso e poi mi disse: “Perché no?! Ma bisognerà studiare bene la questione perché c’è da aspettarsi che i teologi tirino fuori s. Paolo che ha affermato che le donne devono tacere (cfr. 1 Cor.14,34).
“Ma – dissi – Santità, non mi pare un grande argomento “.
“Lo faccia studiare; prenda contatto con la Congregazione competente e lo faccia studiare “.
Con tutta la discrezione, mi detti da fare: incaricai un teologo e un biblista perché studiassero il tema, per portare la prima riflessione seria sulla questione.
Ma poi il Papa morì! Che fare?
In una delle prime udienze avute con Paolo VI, un giorno presi il coraggio a due mani e gli dissi: “Santità, credo mio dovere informarla che con Papa Giovanni abbiamo fatto un discorso relativo al Dottorato di s. Teresa di Gesù”.
“Mi dica!”.
Riferii com’erano andate le cose con Papa Giovanni. Paolo VI mi ascoltò con attenzione e alla fine del discorso, guardandomi con quel suo modo perentorio, mi disse:
“E il giorno che abbiamo fatto s. Teresa di Gesù Dottore della Chiesa, che problema di Chiesa abbiamo risolto?”.
Ammutolii, non risposi nulla, ma in cuor mio mi dissi: “La questione è finita!”.
Passò del tempo e rividi il Papa ancora parecchie volte. E finalmente un giorno, dopo un’udienza che era stata difficile per motivi diversi, il Papa mi disse: “E ora una buona notizia. Ho pensato quello che mi aveva detto, ci ho riflettuto, ci ho pregato e le dico: farò s. Teresa di Gesù Dottore della Chiesa”.
Fu una sorpresa. Non me l’aspettavo! Lo ringraziai; ma il Papa mi disse: “Però, Padre, se facciamo Dottore soltanto Teresa di Gesù saranno molti a mormorare per l’eccezione fatta. Mi dovrebbe trovare un’altra santa, per farne almeno due. Io penserei – disse il Papa – ad una grande Abbadessa Benedettina del Medio Evo: Ildegarda, Matilde….Vediamo!”.
Io, colto di sorpresa, lì per lì dissi: “Santità, io avrei un’altra idea!”.
“La dica!”.
“E se scegliessimo Caterina da Siena? Una grande contemplativa, con un Dialogo che è un documento d’estremo valore teologico e di fede, un’innamorata di Cristo come pochi; ma soprattutto quel magistero delle opere nella fede della Chiesa, la difesa della Chiesa, la difesa del Papa….A me sembrerebbe che Caterina abbia il genio femminile del Dottorato”.
E il Papa stava a sentire. Alla fine della mia perorazione a favore di Caterina da Siena, mi disse: “Bene! Adesso vada dal Padre Generale dei Domenicani e gli dica che il Papa vuole fare s. Caterina da Siena Dottore della Chiesa”.
Vi lascio immaginare la mia gioia! Andai dal Padre Fernandez, allora era lui Maestro Generale dei Predicatori, ottimo amico, e gli dissi: “Padre, le porto una bella notizia”.
Mi stette a sentire e poi mi disse: “Povero me! Ci mancava anche questo guaio!”.
“Ma non è un guaio”.
“Non è un guaio, ma è un guaio! Non siamo preparati!”.
“E vi preparerete!”.
E così fu. Al momento di decidere quando e come, io avevo suggerito al Papa di farlo in una sola cerimonia, proclamando tutte e due Dottori insieme. Ma il Papa fu irremovibile e disse: “No, una domenica Teresa: la prima. La domenica seguente Caterina: la seconda”.
E avvenne così!
Queste due Dottori della Chiesa continuano ad illuminare con la loro dottrina fatta di sapienza arcana, fatta di coerenza di vita. Due innamorate di Cristo e della Chiesa; due contemplative apostoliche come nessuna, che sintetizzano il Magistero della Chiesa ‘verbo et opere’: a guida del popolo cristiano e a consolazione della Chiesa.

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